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Palermo

Inchiesta corruzione, primi indagati non rispondono alle domande della gip. C'è attesa per l'interrogatorio di Armao

Questa mattina in tribunale l'ex presidente della Samo, la onlus delle cure palliative, l'avvocato Pierluigi Matta, l'ex vicepresidente della Regione e il deputato Mpa Lombardo

13 Ottobre 2026, 11:11

11:54

Inchiesta corruzione, primi indagati in silenzio davanti alla gip. C'è attesa per l'interrogatorio di Armao

Luigi Zancla, ex presidente della Samo, ha scelto di non rispondere alle domande del gip Giuseppa Zampino e all'uscita dall'aula, accompagnato dagli avvocati Sergio Monaco e Felice Di Salvo, si è detto «molto triste». La difesa sostiene sia necessario fare degli approfondimenti sulle intercettazioni per chiarirne il contenuto. Inoltre in relazione alla contestazione di aver assunto una donna vicina al deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo per ottenere dei vantaggi, viene considerato un «favore» di scarso valore, visto chi si trattava di un co.co.co. di tre mesi. Infine il rapporto intrattenuto da Zancla con Pierluigi Matta sarebbe «un rapporto complesso tra un cliente e il suo avvocato, che è stato regolarmente compensato e fatturato».

«Non si tratta di imprenditori che cercano guadagni maggiori o altro, ma di tutelare un servizio per i malati terminali e quelle strutture che hanno una competenza: questo non può essere esteso a un mercato dove potrebbe presentarsi anche un interesse economico. Abbiamo fatto un’assunzione per tre mesi in base alla segnalazione di un deputato regionale: non credo che per tre mesi si possa vendere la propria funzione pubblica», afferma, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Italpres, l'avvocato Ermanno Zancla.

La Samo è una onlus che opera nel campo delle cure palliative. Zancla è accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolti tra gli altri l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao e il deputato Mpa Giuseppe Lombardo. Secondo la Procura di Palermo, in cambio di favori fatti a Zancla, Armao avrebbe incassato una tangente, mentre Lombardo avrebbe ottenuto l’assunzione di una consigliera comunale a lui vicina.

La linea dell'avvocato Pierluigi Matta

Intorno alle 11,30 è terminato anche l'interrogatorio preventivo di Pierluigi Matta, che non ha risposto alle domande del gip Giuseppa Zampino, ma ha reso dichiarazioni spontanee «con cui ha negato ogni addebito», come ha spiegato il suo difensore Giovanni Di Benedetto. Inoltre la Procura ha preso atto che Matta ha compiuto 70 anni e ha chiesto per lui gli arresti domiciliari e non più il carcere.

La difesa ha contestato il contenuto di diverse intercettazioni in cui la parola «Gaetano» che figura nelle trascrizioni non sarebbe mai stata pronunciata. L'indagato ha anche chiarito il suo rapporto con Armao, che conosce da 40 anni e che è stato suo collega all'università. Matta è l'avvocato di Armao in diverse procedure esecutive immobiliari ed era a conoscenza «della gravità della sua esposizione debitoria». La difesa ha depositato una memoria di 80 pagine.