Il caso
L'accusa, corredata dallo screenshot anonimo di una presunta chat su WhatsApp, è piuttosto grave: decine di studenti chiusi con un lucchetto nella palestra della sede di via Vescovo Maurizio dell'istituto di istruzione superiore "Marconi - Mangano". E, così com'è grave l'accusa, è rapida e categorica la smentita della dirigente scolastica Maria Catena Trovato: «Nessuno ha mai solo pensato di chiudere i ragazzi né in palestra né altrove».
Certo è che, in questo momento, il clima a scuola non è particolarmente sereno. La circolare 55 del 10 ottobre 2026, firmata proprio dalla preside Trovato, stabilisce che «durante la pausa di socializzazione è fatto espresso divieto agli studenti di uscire dalle rispettive aule». «Durante il periodo della pausa - si legge ancora nel documento - gli studenti non potranno allontanarsi autonomamente dall’aula, né sostare nei corridoi, nei servizi igienici, nelle aree comuni o in altri spazi dell’Istituto, senza previa autorizzazione del docente in servizio. È altresì fatto espresso divieto agli studenti di recarsi negli spazi esterni e retrostanti l’edificio scolastico».
La vigilanza è demandata a professoresse e professori, chiamati a intervenire «tempestivamente» nel caso di «comportamenti non conformi». Secondo quanto riportato, la circolare segue alcuni «episodi recentemente verificatisi». E cioè, lo si apprende poche righe più giù, il fatto che qualche studente abbia scavalcato la recinzione che separa il Marconi dal liceo scientifico Galileo Galilei e si sia introdotto nella scuola vicina. Il divieto di uscire dalle aule, dice la preside della circolare, «rimarrà in vigore finché non saranno comunicati a questa dirigenza i nominativi degli studenti» responsabili dello sconfinamento.
La segnalazione arrivata al quotidiano La Sicilia, però, riferisce che le misure, nella mattinata di ieri, si sarebbero spinte oltre. «Per dare esecuzione alla circolare e impedire l'uscita dei ragazzi, i locali della palestra (dove si trovavano alcune classi) sono stati fisicamente sbarrati dall'esterno applicando un catenaccio alla porta - si legge nella email, non firmata, inviata al giornale - [...] Questa decisione ha creato condizioni igienico-sanitarie intollerabili. Le classi sono rimaste intrappolate all'interno della palestra [...] Gli studenti, accaldati e privati della possibilità di uscire anche solo nei corridoi, sono stati costretti a vivere una situazione di grave malessere fisico e psicologico, oltre che di potenziale pericolo in caso di evacuazione d'emergenza».
Una ricostruzione che Maria Catena Trovato, raggiunta al telefono, rispedisce nettamente al mittente: «Smentisco categoricamente quanto riportato nella segnalazione, la circolare è stata emessa ed è pubblica a seguito di comportamenti sconsiderati di qualcuno che ha scavalcato, incoscientemente, la ringhiera al confine con l’istituto Galileo Galilei. Ero in Erasmus per una settimana con i ragazzi e i miei collaboratori mi hanno segnalato la situazione di pericolo».
«Ho anche parlato con i rappresentanti degli studenti - conclude la preside - spiegando loro che il mio intervento non è stato non punitivo, ma un invito al senso di responsabilità per garantire l’incolumità dei ragazzi. Ho detto loro anche di farmi i nomi dei responsabili, ma nessuno si è fatto avanti. Le assicuro che mai nessuno ha mai solo pensato di chiudere, con un lucchetto, i ragazzi né in palestra ne altrove. La circolare è pubblica, si può leggere e non c’è scritto nulla del genere».
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