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Raid al Centro anziani di Mascalucia: individuati i responsabili

La polizia locale e i carabinieri hanno deferito quattro minori alla Procura della Repubblica. Il ringraziamento del sindaco.

13 Ottobre 2026, 18:30

Raid al Centro anziani di Mascalucia: individuati i responsabili

Svolta nelle indagini sui gravi atti vandalici compiuti lo scorso 6 ottobre ai danni del Centro d’incontro per anziani di Mascalucia. La polizia locale e i carabinieri della locale Tenenza hanno individuato i presunti responsabili della devastazione: si tratta di quattro minorenni, che sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania.

L’episodio aveva suscitato una forte ondata di sdegno nella comunità cittadina. Un gruppo di ignoti si era introdotto nei locali della struttura di via Bellini, mettendo a soqquadro gli ambienti, danneggiando gli arredi e sottraendo oggetti di uso quotidiano, tra cui persino i mazzi di carte da gioco utilizzati dagli anziani durante i momenti di svago. Un gesto avvertito come un’offesa all’intero tessuto sociale, trattandosi di un fondamentale punto di riferimento e aggregazione per la popolazione anziana del territorio.

Sull’esito delle attività investigative è intervenuto il sindaco di Mascalucia, Vincenzo Magra: «Avevamo assicurato che quanto accaduto non sarebbe passato sotto silenzio. L’identificazione dei quattro soggetti rappresenta un passaggio fondamentale. Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Comando della polizia locale, guidato dal comandante Giovanni Oliva, e alla Tenenza dei carabinieri con il comandante Roberto Fiorentino per la professionalità e l’impegno profusi».

Il primo cittadino ha poi espresso una profonda riflessione sull’accaduto: «Danneggiare un luogo destinato ai nostri anziani significa colpire uno spazio che custodisce relazioni e abitudini preziose. Il fatto che i responsabili siano minorenni impone una riflessione più ampia sul rispetto delle regole e sulla responsabilità individuale. Famiglie, istituzioni e comunità educante devono continuare a lavorare insieme affinché i giovani comprendano il valore dei beni comuni».reda