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Caro gasolio, gli agricoltori esasperati in presidio a Paternò sulla Ss 192

Un'iniziativa che parte dalle categorie produttive ma che - spiegano gli organizzatori - vuole abbracciare il malcontento generale di tutti i cittadini per il carovita che incombe sulle famiglie

13 Ottobre 2026, 18:45

18:50

Caro gasolio, gli agricoltori esasperati in presidio a Paternò sulla Ss 192

È cominciata in mattinata la protesta degli agricoltori contro il caro gasolio, dando vita a un presidio fisso sulla Ss 192, in contrada Sferro, al confine tra Paternò e Ramacca: si lotta contro l’insostenibilità dei costi energetici, aggravati dalle tensioni di mercato, dalla speculazione e dalla mancanza di riduzioni fiscali strutturali.

Una protesta che parte dalle categorie produttive ma che - spiegano gli organizzatori - vuole abbracciare il malcontento generale di tutti i cittadini per il carovita che incombe sulle famiglie. Sono arrivate categorie da Castel di Iudica, Ramacca, Raddusa, Belpasso, Paternò e Biancavilla. Una mobilitazione diffusa, in collegamento con altri presidi attivi in Sicilia, da Gela a Priolo. A portare sostegno e solidarietà anche i sindaci di Ramacca (Rosario Gravina) e Castel di Iudica (Ruggero Strano). «Sosteniamo le battaglie degli agricoltori - ha detto Strano - So che la Regione per il caro gasolio ha messo dei fondi a disposizione ma mi dicono che non bastano». Disperati i manifestanti: «Siamo qui in protesta perché il settore agricolo sta vivendo un momento disastroso - spiega uno dei partecipanti - siamo arrivati al punto di doverci fermare per sopravvivere. Non ha più senso lavorare perché ogni giorno che lavori perdi». Al centro delle richieste il caro gasolio e il crollo dei prezzi agricoli. «Nei trattori dobbiamo mettere 500 euro di gasolio al giorno, è insostenibile e soprattutto il prezzo del grano a 20 centesimi e il pane a 4 euro».