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Catania in corteo contro il caro-vita: oltre 1000 persone in strada per salari e pensioni più dignitosi

Promosso dalla CGIL insieme alle associazioni de “La Via Maestra” e con l’adesione di PD, Movimento 5 Stelle, Sinistra italiana, Rifondazione comunista e Sinistra futura

13 Ottobre 2026, 19:29

19:30

Catania in corteo contro il caro-vita: oltre 1000 persone in strada per salari e pensioni più dignitosi

Oltre un migliaio di persone hanno sfilato oggi  pomeriggio in via Etnea per dire basta al carovita, al caro benzina e alla continua perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni. Una manifestazione partecipata, promossa dalla CGIL di Catania insieme alle associazioni de “La Via Maestra” e con l’adesione di PD, Movimento 5 Stelle, Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Sinistra futura, che ha attraversato il centro della città dall’ingresso della Villa Bellini di via Etnea, fino alla Prefettura accompagnata dallo slogan “Fermiamo il carovita. Basta caro benzina. Difendiamo salari, pensioni e potere d’acquisto”. Dopo l’iniziale concentramento, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani, famiglie, associazioni e rappresentanti delle forze politiche hanno dato vita a un corteo che ha portato nel cuore di Catania una denuncia precisa: fare la spesa, pagare le bollette e l’affitto, raggiungere il posto di lavoro, curarsi e sostenere l’istruzione dei figli assorbe una quota sempre maggiore dei redditi familiari. E il rallentamento dell’inflazione non cancella i rincari accumulati né restituisce il potere d’acquisto perso negli ultimi anni.

“Oggi Catania ha mandato un messaggio che non può essere ignorato: non si può continuare a chiedere sacrifici a chi vive di salario o di pensione mentre il costo della vita divora ogni mese una parte sempre più grande del reddito”, dichiara Carmelo De Caudo, segretario generale della CGIL di Catania. “Dietro il caro benzina ci sono lavoratori che devono raggiungere il posto di lavoro, pensionati che fanno i conti al centesimo, famiglie costrette a scegliere quali spese rinviare. Questa spirale deve essere fermata. Vogliamo salari più forti, pensioni tutelate, servizi pubblici che funzionino e una fiscalità che faccia pagare di più a chi ha di più e a chi ha accumulato extraprofitti durante le crisi. Non accetteremo che siano ancora lavoratori, pensionati e famiglie a pagare il conto. E diciamo con altrettanta chiarezza che non vogliamo che il caro energia e il caro benzina diventino il prezzo delle guerre scaricato sulla vita quotidiana delle persone”.

Presente in testa al corteo il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. Anche la città di Palermo domani (14 ottobre) organizzerà una manifestazione cittadina su temi analoghi. 

“Questa è la piazza dei diritti e del contrasto alle disuguaglianze che si contrappone al palazzo delle clientele. - ha detto il segretario di Cgil Sicilia -Chiediamo interventi concreti al governo nazionale e  a quello regionale. A quest’ultimo abbiamo indirizzato una piattaforma di richieste affinchè si sostengano i redditi più bassi, ci sia un controllo sugli aumenti che riguardano i beni essenziali e si mettano in campo politiche  e risorse per i servizi fondamentali, come la sanità, l’istruzione, per le politiche abitative e per lo sviluppo. Su questi temi auspichiamo un grande movimento di popolo e la partecipazione massiccia alle manifestazioni in corso in Sicilia e a quella nazionale della “Via maestra” in programma a Roma il 17 ottobre”.

Mannino ha sottolineato che “Catania sarà anche protagonisti della battaglia per il diritto alla mobilità. Dal casello autostradale il 21 ottobre partirà infatti una delle carovane dirette verso l’area di servizio di Calatabiano (lato Messina) per chiedere interventi per sicurezza delle autostrade e scongiurare la paralisi della Sicilia”. Al termine del corteo, la CGIL di Catania ha consegnato al prefetto un documento chiedendogli di farsi parte attiva presso governo nazionale e regionale, e comuni, affinché all’emergenza sociale vengano date “risposte concrete, risorse adeguate e impegni verificabili”. 

Tra le richieste: interventi sul prezzo dei carburanti, anche sulla componente fiscale, controlli sulla formazione dei prezzi e sulle eventuali condotte speculative; un trasporto pubblico più forte e abbonamenti agevolati; rinnovo dei contratti, recupero del potere d’acquisto dei salari, detassazione degli aumenti contrattuali e adeguata rivalutazione delle pensioni. Sul fronte della casa e delle utenze vengono chiesti maggiori sostegni contro la povertà energetica, contributi per l’affitto e interventi sull’edilizia residenziale pubblica, mentre ai Comuni, a partire da Catania, si chiede di alleggerire il peso della TARI sulle famiglie più fragili.

Nel documento trovano spazio anche sanità, welfare e diritto allo studio: più risorse per la sanità pubblica, riduzione delle liste d’attesa, rafforzamento della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare, servizi educativi e sociali più accessibili, trasporti e mense scolastiche gratuiti o fortemente agevolati, affitti calmierati e più alloggi per gli studenti universitari. Per reperire le risorse necessarie, la CGIL chiede una tassazione straordinaria degli extraprofitti e una maggiore progressività fiscale.

La piattaforma ribadisce inoltre il rifiuto della guerra e della corsa al riarmo: “La corsa al riarmo e la crescente economia di guerra non devono sottrarre risorse alla sanità, all’istruzione, alla casa, ai trasporti e alla protezione sociale”, si legge nel documento, che lega la sicurezza delle persone alla possibilità di curarsi, lavorare dignitosamente e costruire un futuro per i propri figli. “Pace e giustizia sociale sono dunque parte della stessa rivendicazione”.

Al prefetto è stato chiesto anche di trasmettere le istanze della mobilitazione alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri competenti, alla Regione e ai Comuni e di sollecitare un riscontro formale sulle misure e sulle risorse destinate al territorio. La CGIL propone inoltre l’apertura di un “confronto stabile sul carovita” con sindacati, associazioni, forze politiche aderenti, amministrazioni comunali e soggetti responsabili dei servizi, per monitorare le spese essenziali e individuare gli interventi più urgenti su mobilità, casa, utenze, tributi locali, istruzione e welfare.

“Fermare il carovita significa difendere il lavoro, le pensioni e il diritto a una vita dignitosa. Non c’è sicurezza senza diritti, non c’è pace senza giustizia sociale”, conclude il documento consegnato alla Prefettura.