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Cronaca

Stent scaduti all'ospedale Cannizzaro, 7 anni e mezzo all'ex primario

Di Orazio Provini

CATANIA - Una sentenza di condanna durissima quella inflitta dai giudici della 3ª sezione penale del Tribunale (presidente Maria Pia Urso) all’ex primario dell’unità di Emodinamica dell’ospedale Cannizzaro, Alfredo Ruggero Galassi (difeso dall’avvocato Fabrizio Siracusano).

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Al professionista sono stati inflitti sette anni e sei mesi di reclusione, al termine del processo sugli stent medicali, contenenti farmaci antiproliferazione scaduti, impiantati nelle arterie di sette pazienti all’unità di Emodinamica dello stesso ospedale. La sentenza è stata letta ieri, a ridosso dell’inizio del pomeriggio, subito dopo una breve Camera di Consiglio iniziatasi poco dopo la chiusura dell’ultima udienza in cui c’erano state le arringhe dei legali dei tre imputati. Con Galassi erano infatti sotto processo anche due cardiologi dello stesso reparto, Salvatore Adriano Azzarelli (difeso dall’avvocato Gianni Marano) e Michele Giacoppo (dall’avvocato Maurizio Magnano San Lio). Entrambi sono stati assolti. Nel processo non figurava, perché non ammesse come parti civili, alcuna associazione. Erano invece costituiti alcuni pazienti e lo stesso ospedale Cannizzaro che però rivestiva anche il ruolo di responsabile civile e che era rappresentato nella prima veste dall’avvocato Tommaso Tamburino e nella seconda, dall’avvocato Franco Passanisi. Il Cannizzaro è stato condannato al risarcimento danni assieme a Galassi delle due parti lese, ma non ha avuto riconosciuto alcun danno. Il Tribunale, anzi, ha trasmesso alla Procura gli atti per valutare la posizione dell’allora direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Francesco Poli.

L’ex primario e l'ospedale Cannizzaro sono stati condannati al risarcimento dei danni alle due parti civili, la cui liquidazione dovrà essere stabilita dal Giudice civile, ma disponendo una provvisionale di 3.000 euro ciascuno, e al pagamento delle loro spese processuali 

Nessun commento dell’avvocato difensore di Galassi, avvocato Fabrizio Siracusano, visibilmente sorpreso e contrariato dalla sentenza. Il pubblico ministero Agata Consoli, al termine della sua requisitoria aveva chiesto per Galassi la condanna a tre anni e l’assoluzione invece per gli altri due imputati. A Galassi - condannato per abuso d’ufficio e somministrazione di farmaci guasti- sono state inflitte una serie di pene accessorie, tra cui l’interdizione dai pubblici uffici e il risarcimento alle parti civili. In attesa delle motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro novanta giorni, è stato comunque preannunciato il ricorso in appello.

Gli episodi per i quali si è poi andati in giudizio, avvennero tra il 2011 e il 2012 e furono poi denunciati l’anno dopo dalla direzione della struttura sanitaria. Nella stessa inchiesta coinvolti, processati con il rito abbreviato e assolti dal Gup perché “il fatto non sussiste”, i due imprenditori accusati di frode nelle pubbliche forniture per aver consegnato tre mini protesi da impiantare con scadenza inferiore ai 2/3 di validità stabilita dal fabbricante. Un’accusa in seguito riconosciuta dalla magistratura come non applicabile, rimodulata poi dal Gip, in “violazione degli obblighi assunti” e cioè nel mancato monitoraggio delle date di scadenza dei dispositivi sanitari.

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