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La scuola siciliana si sta svuotando mancano all’appello almeno 12mila alunni

Cronaca

La scuola siciliana si sta svuotando mancano all'appello almeno 12mila alunni

Di Daniele Ditta

Palermo. Calo delle nascite ed emigrazione: ecco il combinato disposto che ha svuotato le scuole siciliane. Il trend è ormai costante da anni: siamo di fronte a un’emorragia che nell’arco dell’ultimo ventennio ha ridotto il numero di alunni di oltre 140mila unità.

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L’anno scolastico in corso è iniziato nell’Isola con 12.251 studenti in meno in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il 31 gennaio, termine ultimo per le domande d’iscrizione online per l’anno scolastico 2020-2021, il ministero dell’Istruzione aggiornerà anche la situazione regione per regione. E c’è già chi si sbilancia, affermando che «l’andazzo registrato negli ultimi anni in Sicilia verrà confermato». A parlare è Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori), convinto che «il calo demografico possa rappresentare un’occasione, specie in regioni come la Sicilia dove è alto il tasso di emigrazione delle famiglie, per redistribuire gli organici dei docenti in modo tale da garantire più tempo pieno da una parte e dall’altra per potenziare le scuole nei quartieri a rischio delle grandi città, nelle comunità montane e nelle isole minori».

Insomma, mettere da parte la "politica ragionieristica" per puntare invece «a una scuola di qualità, fatta di non più di venti alunni per classe, introducendo una didattica per livelli con più docenti impegnati in contemporanea, stipendi adeguati, strutture riammodernate e cancellando tutte le diversità di trattamento del personale precario». Questo l’appello rivolto alla neo-ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina dal presidente dell’Anief. Un appello che tiene conto dello stato di salute della scuola cristallizzato dai numeri.

Nell’anno scolastico 2019-2020 in Sicilia sono stati censiti 715.503 alunni (per un totale di 35.991 classi). Il saldo negativo delle classi (-127 rispetto al 2018-2019) ha costretto l’Usr a procedere ad accorpamenti delle scuole laddove il numero degli iscritti è sotto quota 600 (400 per i Comuni montani e le isole minori). In Sicilia, a conti fatti, sono scomparse 19 istituzioni scolastiche: 831 a fronte delle 850 presenti sino ad un paio di mesi fa. Tra queste vi sono 47 istituti sottodimensionati, che non hanno quindi un preside ma sono "governati" da un reggente.

Scendendo nel dettaglio dell’anno scolastico 2019-2020 spiccano i 5.478 alunni in meno della scuola Primaria (la vecchia Elementare), a conferma che sono proprio le giovani coppie con figli in età scolare ad essere le più penalizzate dalla mancanza di lavoro e per questo motivo scelgono la strada dell’emigrazione in Nord Italia o all’estero. Per quanto riguarda invece le scuole superiori, la "fotografia" dell’esistente ci dice che in Sicilia i licei primeggiano sugli istituti tecnico-professionali. Su un totale di 243.738 studenti, 124.533 frequentano i licei (51,1%), 69.764 gli istituti tecnici (28,6%) e 49.421 i professionali (20,2%). Dati che impattano sul tessuto socio-produttivo locale: nella nostra regione infatti ci sono sempre meno operai e tecnici specializzati, con conseguente diminuzione di lavoratori diplomati; mentre il gran numero di liceali ritarda l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Perché chi decide di iscriversi al liceo è quasi obbligato a proseguire gli studi all’Università.

Da un sondaggio diffuso recentemente è emerso che anche quest’anno domina l’indecisione tra i giovanissimi che devono iscriversi alle scuole superiori: quasi uno su due (il 44%) prima delle vacanze di Natale non sapeva ancora quale indirizzo scegliere. Adesso con il via alle iscrizioni è arrivato il momento di decidere. «La nostra – ha sottolineato qualche giorno fa la ministra Azzolina – è una scuola che funziona, le famiglie devono perciò affrontare con serenità questo momento. Così come i ragazzi. Chi sta scegliendo la scuola di secondo grado vive un momento delicato. Lo so, lo dico da prof. È il momento in cui uno studente comincia ad affacciarsi al proprio futuro, anche lavorativo. A questo proposito va ricordato con chiarezza ai ragazzi e ai loro genitori che non esistono scuole o indirizzi di serie A e serie B. Ogni studente scelga non in base alle mode, ma alle proprie aspirazioni e inclinazioni, con un occhio anche al mercato del lavoro».

La procedura web attraverso il portale www.istruzione.it/iscrizionionline è obbligatorie per gli alunni delle classi prime della scuola Primaria, media e superiore. La domanda d’iscrizione deve essere inoltrata online anche per i corsi organizzati dai Centri di formazione professionale nelle regioni che hanno aderito alla procedura: la Sicilia è tra queste, assieme a Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria e Veneto. Resta facoltativa l’adesione al sistema “Iscrizioni online” per chi vuole frequentare un istituto paritario.

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