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Il Piano rifiuti della Sicilia non convince Roma: ecco cos'è che non va

Cronaca

Rifiuti, il caso Catania spiazza anche la Regione ma le gare pubbliche resteranno la regola

Di Giuseppe Bianca

PALERMO - Le speranze, al Dar di Viale Campania, sulla gara per lo spazzamento, la raccolta e il trasporto dei rifiuti, andata deserta a Catania nei giorni scorsi, erano tante. E come sempre in questi casi la delusione risulta proporzionale all’aspettativa. Si auspicava l’avvio di un percorso di crescita sulla differenziata in una delle tre aree metropolitane strategiche che adesso torna a essere una profonda incognita. Sin dal primo momento, dopo l’ennesimo zero a zero all’Urega, l’assessore Alberto Pierobon è rimasto in contatto con l'amministrazione comunale, ha sentito l'assessore comunale Fabio Cantarella e si è detto disponibile a fornire aiuto e supporto.

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Gare territoriali che siano in grado di definire economie di scala continuano a essere la giaculatoria che da Palermo viene ripetuta nei brainstorming dell’assessorato. Al pari del fatto che, per esempio, a Piano di Rifiuti approvato, la gara pubblica dovrà essere le regola e non l’eccezione. Quando andrà a regime il sistema per cui ogni Srr dovrà fare la sua gara e senza di questa non potranno avvenire i conferimenti, valutano in assessorato, il meccanismo diverrà universale evitando gli scompensi e le anomalie che sono ancora oggetto e attenzione della commissione regionale Antimafia sugli affidamenti diretti spesso a cuor leggero di molti comuni.

La pianificazione nelle gare settennali rimane uno dei criteri a garanzia di tutti, anche se ancora non centra il risultato pieno. Dal dipartimento intanto sta per uscire, nei prossimi giorni la nuova versione del Piano rifiuti, con le prescrizioni richieste risolte al suo interno, dovrebbe andare al Cga, all’Ufficio legislativo e legale e alla Corte dei conti per poi diventare poi vigente come atto amministrativo. Uno degli effetti attesi dello strumento dovrebbe essere lo stop alle tante situazioni da assalto alla diligenza che nei territori hanno segnato gli affidamenti diretti.

In attesa delle gare uniche per bacino territoriale e nella speranza che la legge di riforma torni a Sala d’Ercole, un decreto del 14 gennaio a firma del dirigente generale Salvo Cocina, rimodula le quantità dei conferimenti della Rap dalla Sicilia occidentale tra gli impianti di Trapani, Cozza Vuturo a Enna, Oikos e Lentini. Alla luce del “progressivo aumento di raccolta differenziata raggiunto dai comuni” viene ridotto il livello dei conferimenti a Lentini (Sicula trasporti) per cui si prevede che la vasca in esercizio si possa esaurire tra un anno, a febbraio 2021; viene incrementato l’utilizzo dell’impianto dell’Ennese. Per effetto di ciò il piano dei conferimenti prevede che dalla Sicilia occidentale vadano a confluire le seguenti quantità: 210 ad Alcamo e 240 a Trapani tonnellate al giorno, per un totale di 450; 980 tra Oikos (880) e Lentini (100), e altre 250 tonnellate divise tra Lentini (150) ed Enna (100).

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