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Open Arms, la Giunta dice no al processo a Salvini per sequestro di persona

Cronaca

Un'altra "grana" per Matteo Salvini Chiesto processo anche per la Open Arms

Di Redazione

«Mi è arrivata un’altra richiesta di processo perché ad agosto ho bloccato lo sbarco di clandestini dalla nave di una Ong spagnola. Ormai le provano tutte per fermare me e impaurire voi: vi prometto che non mollo e non mollerò, mai». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. Il caso è quello della Open Arms.

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Salvini è accusato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio dal tribunale dei ministri di Palermo che ha chiesto al Senato l’autorizzazione a processare per la vicenda della nave spagnola Open Arms.

I giudici a novembre scorso ricevettero dalla Procura del capoluogo la richiesta di procedere a indagini preliminari nei confronti dell’ex ministro dell’Interno. Il caso riguarda il divieto di sbarco imposto da Salvini all’imbarcazione con a bordo i migranti soccorsi in mare ad agosto scorso.

Nel provvedimento, con il quale il tribunale ha sostanzialmente accolto le indicazioni dei pm palermitani, si ripercorre in 110 pagine la vicenda e si afferma l’obbligo di prestare soccorso in mare. I giudici definiscono non politico ma "amministrativo» l’atto di vietare l’approdo ai migranti deciso da Salvini.

I reati sono stati commessi dal 14 al 20 agosto 2019 “per la conseguente privazione della libertà personale di numerosi migranti”. Il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, a novembre aveva condiviso le ipotesi di reato con le quali il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio gli aveva inviato il fascicolo sul caso Open Arms. E adesso il Tribunale dei ministri ha accolto la richiesta delle due procure. Secondo le tre giudici il decreto sicurezza non può essere applicato a navi che soccorrono persone in difficoltà perché "il soccorso in mare è obbligatorio".

Salvini era stato indagato ad Agrigento per aver impedito ad agosto del 2019 lo sbarco e trattenuto a bordo della Open Arms, la ong spagnola, 164 migranti soccorsi in zona SAR libica. La vicenda fu sbloccata dal sequestro dell’imbarcazione disposto, per motivi di emergenza sanitaria, dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. Lo stesso magistrato ad agosto aprì una indagine a carico di ignoti per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Poi gli atti furono trasmessi a Palermo e da qui al Tribunale dei ministri.

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