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Coronavirus, crescono in Italia contagi e psicosi: il Paese “sospeso” tra allarmi e divieti

Cronaca

Coronavirus, crescono in Italia contagi e psicosi: il Paese “sospeso” tra allarmi e divieti

Di Redazione

ROMA - Continua a salire il conto dei contagiati da Coronavirus in Italia. Gli ultimi dati indicano 89 casi in Lombardia, 25 in Veneto, 9 in Emilia Romagna, 1 in Piemonte. C'è poi la coppia di turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma, che è in via di guarigione. Sale così a 123 (alle ore 12.30 quando scriviamo) il numero di contagiati in Italia, ma il bilancio ormai appare  destinato a salire di ora in ora nonostante i grandi sforzi messi in campo della autorità per cercare di frenare l'epidemia.  Ieri il Consiglio dei Ministri ha adottato misure straordinarie contro la diffusione del Coronavirus soprattutto nell'area dei focolai al Nord In Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna e fra poco ci sarà un'altra importantissima riunione nella sede della Protezione civile con il premier Giuseppe Conte.

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Intanto sono state chiuse importanti attività come le università della Lombardia, del Veneto e dell'Emilia Romagna che hanno sospeso le loro attività almeno sino al 2 marzo, sono state bloccate dal Miur tutte le gite scolastiche nel Paese a partire da oggi, moltissime manifestazioni sportive sono state rinviate a data da destinarsi, le scuole di gran parte del Paese potrebbero essere chiuse (il provvedimento è già stato adottato in Lombardia), il Carnevale di Venezia potrebbe essere annullato, molte sfilate della Settimana della Moda a Milano sono state cancellate, strutture militari e alberghiere sono state allertate per accogliere i contagiati in quarantena. 

Intanto dilaga la psicosi. Migliaia e migliaia le telefonate di utenti che chiedono informazioni o altri consigli utili relativamente al possibile contagio da coronavirus giugono al telefono del 1500 messo a disposizione dal ministero ma anche alle sale operative unificata del 118. Per lo più si tratta solo di domande relative a buone pratiche da tenere e spiegazioni dei sintomi più che vere e proprie richieste di soccorso. 

Nelle aree dei focolai la gente indossa guanti e mascherine e spinge carrelli con spese che possono durare anche per alcuni giorni in vista di provvedimenti che potrebbero essere presi oggi dal governo per le zone più colpite dal coronavirus e per cercare di creare un cordone sanitario.

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