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Catania, marito e moglie da intubare ma non ci sono posti: ricoverati in due Rianimazioni diverse

Cronaca

Catania, marito e moglie da intubare ricoverati in due Rianimazioni diverse

Di Redazione

CATANIA - Uniti nella vita e purtroppo anche nella malattia che però ora li ha separati. E’ il caso di una coppia catanese, marito e moglie, entrambi colpiti dal Covid-19 ed entrambi ricoverati in rianimazione. Ma in due ospedali diversi. Accade a Catania, la provincia che finora ha più casi e quella dove cominciano ad aumentare i pazienti da intubare a causa della polmonite virale per il coronavirus. Finora il sistema ha retto, ma soltanto perché - sostengono molti medici - i casi sono pochi. Ma se dovessero aumentare la situazione potrebbe diventare insostenibile perché ancora non si sa quando in città scatteranno i Covid Hospital e soprattutto quando i posti di rianimazione saranno disponibili.

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La triste vicenda della coppia comincia all’incirca 3-4 giorni fa - non sappiamo la data giusta - quando al pronto soccorso del Cannizzaro arriva una donna di 67 anni con una severa insufficienza respiratoria. La donna viene intubata e collocata nell’unico posto finora disponibile in Rianimazione per i Covid. La signora è grave, ma stazionaria. All’alba di venerdì viene trasportato anche il marito. Anche in questo caso con una seria situazione di sofferenza respiratoria. E al Cannizzaro si vivono momenti di tensione perché il posto in Rianimazione per questo genere di pazienti, che non possono certo stare a contatto con quelli affetti da altre patologie, è occupato, ironia della sorte, proprio dalla moglie. Per fortuna il sistema regge e alla fine arriva l’ok dalla Rianimazione dell’ospedale di Acireale che dà il suo via libera per il ricovero. Così l’uomo viene ricoverato ad Acireale dopo attimi di fibrillazione perché le sue condizioni erano gravi.

Oggi entrambi i pazienti, marito e moglie, sarebbero in miglioramento e questa è una buona notizia. I parametri della signora avrebbero cominciato a dare segnali di reazione al virus. Da alcuni giorni la signora è trattata con un farmaco sperimentale, Il Tocilizumab utilizzato per le infiammazioni articolari nell’artrite reumatoide. Non si sa se il miglioramento della ricoverata sia una coincidenza o possa essere collegato con la somministrazione del farmaco. Non c’è ancora una prova scientifica. Ma i medici propendono nel sostenere che potrebbe avere anche una incidenza nelle infiammazioni polmonari severe. Anche per il marito è cominciata la somministrazione dello stesso farmaco e la stessa cosa sta avvenendo al Cannizzaro, alle Malattie infettive su un altro caso grave, proprio per vedere se è possibile evitare di intubarlo.

Intanto anche gli infettivologi catanesi definiscono criminale l’atteggiamento di quanti per la seconda settimana consecutiva hanno preso un treno da Milano per raggiungere il sud.

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