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Modica, è morta la donna rientrata da Pavia a Catania con due aerei

Cronaca

Modica, è morta la donna rientrata da Pavia a Catania con due aerei

Di Redazione

MODICA  - Non ce l’ha fatta la donna 73enne arrivata domenica scorsa da Pavia, dopo aver preso due aerei (Milano-Roma delle 7 e Roma-Caania delle 9.20) e un taxi. E’ morta nella divisione "Rianimazione" dell’Ospedale "Maggiore" di Modica. Le sue condizioni erano apparse subito gravi al momento del ricovero avvenuto il giorno dopo il suo arrivo che aveva scatenato anche un duro attacco del sindaco di Modica che l’aveva accusata in una diretta Fb di essere partita pur essendo in quarantena (circostanza smentita dai figli della donna) e comunque sapendo di non stare bene.

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La donna aveva altre patologie e il virus Covid 19 le è stato fatale. La sua morte avrà probabilmente strascichi giudiziari perchè i familiari della vittima hanno intenzione di ripristinare la verità dei fatti e sul suo allontanamento da Pavia la procura ha aperto un fascicolo. Nel giro di 24 ore è la seconda morte per coronavirus in provincia di Ragusa. Ieri era morto un uomo di 71 anni, originario di Varese, ma residente a Marina di Ragusa.

La storia, davvero clamorosa, della donna rinetrata dal Nord ha investito con un’ondata non solo di indignazione ma anche di grave preoccupazione tutta la città, dato che il contagio è emerso più di 48 ore dopo il suo arrivo in città e dato che - dopo aver preso un aereo da Milano a Roma e uno da Roma a Catania per rientrare - la signora è arrivata fino a Modica in taxi, rassicurando l’autista di non aver alcun problema di salute, mentre a quanto pare sapeva già di essere infetta.

Stando a quanto è stato ricostruito, la signora - ultrasettantenne, quindi soggetto estremamente a rischio - si trovava a Pavia in visita da una figlia e pare che lì l’intera famiglia fosse già contagiata e si trovasse in quarantena. Forse con la speranza di ricevere cure migliori, dato il sovraffollamento degli ospedali lombardi, la signora ha deciso di tentare il tutto e per tutto, sfidando - nonostante presentasse già sintomi quali febbre e tosse - i controlli (evidentemente non efficacissimi) negli aeroporti di Milano e Roma, indifferente al rischio di contagiare gli altri passeggeri. Una volta arrivata a Catania, domenica mattina, la signora si è fatta venire a prendere da un tassista modicano, a cui pare abbia assicurato che non avrebbe corso alcun rischio, perché era stata a casa della sua famiglia e non aveva avuto contatti pericolosi. Quando la situazione è precipitata e la signora si è sentita molto male, tanto da rendere necessario il suo ricovero al Maggiore dove nella notte è deceduta, la verità è venuta a galla ed è stato necessario mettere subito in quarantena il tassista insieme a tutti i suoi familiari e iniziare le complicatissime ricostruzioni necessarie a individuare tutte le persone entrate in contatto con la signora e anche con l’autista.

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