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Torna alta la pressione sull'immigrazione e infuria la polemica politica

Cronaca

Torna alta la pressione sull'immigrazione e infuria la polemica politica

Di Redazione

Nel mezzo dell’epidemia di coronavirus che ha investito anche la Sicilia, siapure con numeri inferiori a quanto si potesse temere, sale la pressione anche sul fronte dell’immigrazione che, con l’avanzare della bella stagione, ha fatto aumentare gli sbarchi dei migranti negli ultimi giorni. Ma dopo il caso del migrante di 15 anni egiziano giunto prima a Porto Empedocle e poi trasferito a Pozzallo e risultato positivo al Covid si è alzata anche la polemica politica con il presidente della Regione Nello Musumeci che ha proposto al Governo l’affitto di una nave dove fare trascorrere la quarantena ai migranti che approdano in Sicilia.

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Ma mentre la polemica politica si alza di tono gli sbarchi però non si arrestano.

LO SBARCO Un gommone con a bordo 77 migranti quasi tutti provenienti dall’Africa subsahariana è per esempio sbarcato nella notte a Porto Palo di Capo Passero, nel Siracusano.

LA TELEFONATA DRAMMATICA Le ong si mobilitano: «La situazione nel Mediterraneo Centrale è precipitata, Governo intervenga, forse siamo ancora in tempo» è ad esempio l’allarme lanciato da Mediterranea Saving Humans che ha anche pubblicato le registrazioni audio di una chiamata da una imbarcazione. «Un drammatico audio da uno dei natanti in pericolo - dice Mediterranea - Questa notte, come prevedibile, la situazione nel Mediterraneo centrale è precipitata. Non sappiamo più quali parole usare per richiedere al Governo Italiano di avviare un soccorso immediato alle decine di persone lasciate morire in mare. In questo drammatico audio, raccolto ieri da Alarm Phone la drammatica testimonianza di una donna di 21 anni, incinta, a bordo di una delle navi in avaria con il figlio di 7 anni. Non c'è più tempo, le condizioni del mare stanno peggiorando. Salviamole, salvatele, forse siamo ancora in tempo».

NEL MEDITERRANEO Alarm Phone ha perso in contatti con 3 delle 4 imbarcazioni di fortuna in avaria che da giorni chiedono disperatamente aiuto. Il quarto natante, quello con cui Alarm Phone è riuscita a parlare in nottata riferisce che ci sono a bordo 47 persone, hanno detto che 5 persone sono svenute. Sono disperate dopo aver passato oltre 80 ore in mare. Le autorità sanno di loro da almeno 56 ore.

Intanto la nave di soccorso Aita Mari, della ONG basca Salvamento Maritimo Humatirio, ha deviato la sua rotta di trasferimento da Siracusa verso la Spagna per recarsi sul posto e avviare le ricerche. Non ha personale medico né di soccorso a bordo, ha dunque bisogno di assistenza urgente.


I SINDACI IN CAMPO In campo scendono anche i sindaci. «102 migranti sbarcati con un gommone a Pozzallo, sono stati trasferiti temporaneamente per il periodo di quarantena di 15 giorni e in attesa di essere ricollocati altrove, in una struttura in gestione alla Prefettura in contrada Cifali, in territorio di Ragusa, ma a pochi chilometri da Comiso. Sono tutti uomini in apparenti buone condizioni, di cui 35 minorenni. Mi sono personalmente recato nella struttura, che risulta isolata, recintata e presidiata dalle forze dell’ordine. La situazione è sotto controllo. Ritengo ineludibile prestare soccorso a chi rischia la vita, in balia delle onde e di criminali mercanti di uomini, ma certo non è questo il momento di usare le strutture di prima accoglienza del territorio» ha raccontato il sindaco di Ragusa Peppe Cassì. «Non in questo tempo di difficoltà e di tensione, non quando sono chiesti a tutti limitazioni e sacrifici per contrastare un pericolo invisibile e mortale, non quando le forze dell’ordine e le Asp sono impegnate a gestire una crisi che ha riflessi sanitari, sociali ed economici devastanti - continua Cassì -. Altri sbarchi sono previsti con la bella stagione e il mare calmo. D’intesa con il sindaco di Comiso Schembari, supportiamo la soluzione proposta dal presidente Musumeci: quella cioè di ospitare i migranti provvisoriamente per il periodo di quarantena, in navi all’uopo allestite e, pare, già disponibili. Non possiamo subire questo ulteriore carico e questa occasione di allarme sociale. Il Governo si adoperi subito al fine di evitare tensioni che al momento noi sindaci non riusciremmo a gestire. Si tratta di soluzione di buon senso, che tutela tutti: migranti, operatori, cittadini, forze dell’ordine. Nessuno pensi di ignorare e scavalcare le istanze del territorio. Una soluzione tempestiva e in linea con tutti i parametri di accoglienza è a portata di mano. Non un minuto può essere perso, non una esitazione deve esserci in questi momenti».

Pure il sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella è sceso in campo chiudendo il suo territorio al transito dei migranti: «Per l’intero periodo di durata dell’emergenza sanitaria nazionale derivante dalla diffusione del virus Covid-19, - ha scritto in un’ordinanza - considerata la straordinarietà e la gravità della pandemia in atto che giustifica l’adozione di misure eccezionali rivolte a ridurre il rischio di contagio, è vietato nel territorio comunale il transito di qualsiasi voglia migrante, attesa la possibilità di individuare la possibile insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, con particolare riferimento al Covid-19».

La protesta nasce dopo l’arrivo di 72 migranti all’interno dell’ex hotel Villa Sikania: «Queste disposizioni - viene spiegato - saranno valide fino alla conclusione del periodo di emergenza sanitaria di cui alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020. Si ordina, inoltre, ai migranti ospiti della struttura l’obbligo di rispettare la quarantena fino alla data del 26 aprile prossimo, salvo diversa successiva disposizione. Analogo isolamento è previsto per il personale che, a diverso titolo, lavora all’interno della struttura. La violazione a quanto disposto nel provvedimento è sanzionabile ai sensi dell’art. 650 del Codice penale; nell’ipotesi di configurazione dei casi previsti dall’art. 438 del Codice Penale, questo Ente attiverà ogni misura necessaria nei confronti dei soggetti responsabili».

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