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La commissione regionale antimafia querela Paolo Borrometi

Cronaca

La commissione regionale antimafia querela Paolo Borrometi

Di Redazione

La Commissione antimafia dell’Ars questa mattina ha dato mandato all’unanimità al suo presidente, Claudio Fava, di agire a tutela della reputazione dell’istituzione e di presentare querela per diffamazione nei confronti del giornalista Paolo Borrometi. Assenti al momento del voto gli onorevoli Assenza e Schillaci.

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Il presidente della Commissione regionale Antimafia Claudio Fava aveva annunciato la querela per diffamazione nei confronti del giornalista Paolo Borrometi nei giorni scorsi dopo l'audizione del cronista durante l’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Sicilia.

Fava ha chiesto anche un procedimento disciplinare all’Ordine dei giornalisti: «Borrometi avrebbe retrodatato un articolo pur di dimostrare di non aver sostenuto solo una tesi nello scioglimento per mafia del Comune di Scicli», ha detto. Pochi giorni prima Borrometi su Facebook aveva, a sua volta, accusato Fava e l’intera commissione di «aver detto falsità contro di lui».

A scatenare la polemica è stata proprio la relazione, votata all’unanimità in commissione Antimafia sul ciclo dei rifiuti in Sicilia. Nel documento si fa proprio riferimento allo scioglimento per mafia di alcuni Comuni, come Scicli, che avevano detto no agli impianti privati di rifiuti. Ma il sindaco di allora venne assolto dalle accuse.

Secondo la relazione di Fava Borrometi avrebbe «condotto una campagna di stampa» per lo scioglimento del Comune e riportato sul sito Laspia, che dirigeva.

Immediata la replica di Borrometi che aveva scritto: «Mi si accusa di aver pubblicato ed essere citato in una interrogazione del senatore Lumia, all’epoca (solo per la precisione) componente della Commissione Nazionale Antimafia (insieme a Fava) ed ex Presidente della stessa Commissione Nazionale Antimafia. Mi si accusa di “non aver pubblicato l'appello pro Scicli contro lo scioglimento e di aver pubblicato, invece, l’interrogazione parlamentare di Lumia”. Falso, falsissimo. Lo dico durante l’interrogatorio in antimafia regionale. Dico “a me sembra di averlo pubblicato”. Fava afferma nella Relazione: ''nonostante una ricerca abbastanza meticolosa” l’appello non c'è. Meticolosa? Ma cosa vuol dire per il Presidente Fava “ricerca abbastanza meticolosà'? Provate a mettere, su Google, “appello contro lo scioglimento di Scicli”, vedrete che vi apparirà la pubblicazione del 15 marzo 2015, da me - ribadisco - pubblicato. In questi casi, oltre che le persone esposte a minacce da parte della mafia - e costrette a vivere sotto scorta per decisione dello Stato, non certo per nostra richiesta - nei fatti si scredita il lavoro di inquirenti, forze dell’ordine, magistrati (ai quali va tutta la mia gratitudine per avermi più volte salvato la vita)». 

Ma anche Fava aveva replicato, sempre sui social: «Sono allibito, arrabbiato, offeso, perché mentire è un vizio, ma falsificare è un reato. Per giorni Borrometi ha accusato me e l’intera commissione antimafia di aver manipolato la verità dei fatti. E adesso scopro, leggendo l’articolo che qui sotto vi allego, che l’unica maldestra manipolazione l’avrebbe fatta lui, retrodatando a cinque anni fa un articolo che in realtà non aveva mai pubblicato. Se davvero le cose sono andate così, siamo di fronte ad un comportamento da codice penale. Per quanto mi riguarda, ho chiesto alla Commissione un mandato per procedere per vie giudiziarie a tutela dell’onorabilità dell’istituzione che rappresento, dei nostri funzionari, dei consulenti e dei deputati, tutti accusati dagli articoli di Borrometi di aver propalato “falsità”, tutti esposti per giorni al ludibrio sulla sua pagina facebook e su altri siti compiacenti. Da giornalista, con quarantadue anni di mestiere alle spalle, ho già comunicato all’Ordine dei giornalisti che mi autosospendo fino a quando non verrà aperto un formale procedimento per ottenere la massima chiarezza ed ogni verità su quanto accaduto e sul comportamento di questo signore". A sua volta, Borrometi aveva replicato: "Non ho inteso offendere nessuno, ma solo ristabilire la verità dei fatti rispetto a quello che ho letto nella Relazione, nella quale risultava, appunto, che non avessi pubblicato l’articolo sull'appello contro lo scioglimento del Comune di Scicli. E’ evidente che procederò per le vie legali in ogni sede contro chi sta alimentando calunniose insinuazioni e sospetti nei miei confronti. La dignità non ha prezzo». Oggi la querela è stata annunciata formalmente dalla Commissione antimafia. Al momento del voto sono usciti dalla Commissione i deputati Assenza e Schillaci.

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