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Fratelli Leonardi, il giorno del giudizio tra Riesame e missione dell'Antimafia

Cronaca

Fratelli Leonardi, il giorno del giudizio tra Riesame e missione dell'Antimafia

Di Mario Barresi

CATANIA - Non è un giorno come tutti gli altri. Dopo gli arresti, per tangenti a funzionari pubblici e traffico illecito di rifiuti, per i fratelli Leonardi (Antonello in carcere e Salvatore ai domiciliari; entrambi hanno fatto scena muta davanti al gip Stefano Montoneri) arriva il primo round giudiziario. Stamattina, infatti, al Riesame, c’è l’udienza per valutare le posizioni dei due; responso atteso fra qualche giorno. E oggi a Catania c’è l’Antimafia regionale, proprio per approfondire il caso della Sicula Trasporti. In programma alcune audizioni: il sindaco di Lentini (sul cui territorio insiste la discarica), le associazioni ambientaliste e gli amministratori giudiziari nominati dopo il blitz. La commissione presieduta da Claudio Fava non avrà alcun incontro ufficiale con il prefetto Claudio Sammartino, che aspetta la relazione della Dia sull’accesso ispettivo disposto lo scorso settembre per Sicula Trasporti, il cui esito potrebbe essere l’interdittiva antimafia.

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In questo momento, al vertice della società dei “re dei rifiuti”, c’è una cohabitation fra gli amministratori giudiziari (Salvatore Belfiore, Salvatore Virgillito e Pasquale Maria Castorina) e 2/3 del consiglio d’amministrazione, adesso composto, dopo l’arresto di Antonello Leonardi, dal presidente Vito Branca e dall’amministratore delegato Carmine Spina. Il pm Marco Bisogni ha chiesto l’interdizione di Sicula Trasporti (e di tutte le altre società dei Leonardi coinvolte nell’operazione “Mazzetta Sicula”) per due anni, con decadenza degli organi in carica e commissariamento. Se ne comincerà a riparlare a partire dall’udienza fissata per il 14 settembre.

I fatti contestati dalla Procura risalgono a prima dell’insediamento del cda, ma il giudice - ricevuta un’informativa della guardia di finanza - ha definito il nuovo corso «un’operazione di mera facciata». La trasformazione da Srl a Spa, per il gip è stata «concepita, suggerita e attuata solo per depistare, eludere, sviare» e di questo piano «parlano in maniera eclatante gli indagati nelle conversazioni».

La difesa della Sicula Trasporti, affidata agli avvocati Pietro Granata e Calogero Licata, ha depositato una corposa relazione dello studio Garozzo in cui si ribatte alle contestazioni, «poiché non vi è stata indagine nella fase iniziale focalizzata sulla concreta conoscenza delle (numerose) attività poste in essere dal nuovo organo amministrativo, la cui conoscenza porterebbe a ben diverse conclusioni». La tesi dei consulenti di parte è che la nuova governance di Sicula Trasporti «è caratterizzata da discontinuità gestionale e dalla concreta e palese volontà di traghettare l’azienda sul binario della legalità».

Nella relazione si cita Grazia D’Anna («ultraottantenne e madre degli indagati signori Leonardi») che risultava amministratrice della Srl con un fatturato di circa 100 milioni. Il corpo del documento è la descrizione dei tre mesi (dall’insediamento del 6 marzo al sequestro del 4 giugno, con «meno di 20 giorni utili» a causa del lockdown) di «serio percorso di riorganizzazione», con l’«avvio di un processo di dissociazione concreta rispetto alla famiglia Leonardi che ha mantenuto un ruolo (rivisto e presidiato da nuovi processi) abbastanza ridotto nella gestione aziendale». Fra le misure adottate «un più intenso e rigido sistema di controlli», ma anche «un analitico organigramma». Secondo lo studio Garozzo gli amministratori dimostrano «una certa volontà di attuare una concreta ed effettiva riorganizzazione e dissociazione da eventuali comportamenti illeciti»: oltre alla nomina del revisore legale, del collegio sindacale e dell’organismo di vigilanza, si cita «l’incarico a una primaria società nazionale di revisione», la Pwc. E inoltre «nuove procedure interne» in materia di contratti (manutenzione e riparazione) e fornitori, e una «più adeguata procedura di gestione dei pagamenti».

Nelle carte dell’inchiesta c’è un passaggio - inquietante - sulla distribuzione degli utili ai soci. Il gip evidenzia che «uno dei primi atti» del Cda «è stato quello di approvare il prelievo dai conti bancari» della Sicula Trasporti «e quindi la assegnazione ai tre soci (Leonardi Antonino, Leonardi Salvatore e Leonardi Agata) di un milione di euro ciascuno». Per il giudice è «la plateale dimostrazione che gli indagati attraverso una trasformazione societaria di facciata implicante anche l’aumento del capitale sociale si stanno dividendo denaro contante più facile da far sparire». Nella relazione dei consulenti della difesa si specifica che «le decisioni in ordine alla distribuzione degli utili non spettano al consiglio d’amministrazione bensì all’assemblea dei soci».

L’organo della vecchia Srl, il 2 gennaio 2020, aveva deliberato, «attesa la presenza di un patrimonio netto di oltre 50 milioni», la distribuzione di utili per 18 milioni. E l’amministratirce, l’ultraottantenne signora D’Anna, aveva versato ai tre soci 2,7 milioni, 900mila euro a testa. Il Cda insediatosi a marzo «era pertanto obbligato a corrispondere in più soluzioni entro l’anno 2021 l’intera somma di 15,3 milioni». Rispetto a questa cifra, a maggio, gli amministratori versano 2,1 milioni. Per gli esperti della difesa viene «trovata la calmierazione tra le esigenze dei soci di poter adempiere al pagamento delle imposte e della società di limitare al massimo gli esborsi».

Per il gip, comunque, i Leonardi adottano «strategie societarie per eludere le indagini e soprattutto possibili conseguenze di perdita dei profitti illeciti a seguito di provvedimenti cautelari nei loro confronti».

Twitter: @MarioBarresi

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