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Nuovo scandalo a Casa, ora Cancelleri evoca la revoca della concessione

Cronaca

Nuovo scandalo al Cas, ora Cancelleri evoca la revoca della concessione

Di Redazione

«Da quello che si apprende dalla stampa i reati contestati sono corruzione, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico in concorso, turbativa d’asta, tentata truffa aggravata in concorso, induzione indebita a dare o promettere utilità. Insomma - denuncia Cancelleri - ce n'è davvero per tutti i gusti, figuratevi che a quanto leggo prendevano mazzette in cambio sopralluoghi mai eseguiti che venivano però attestati come avvenuti e questo lo sapete che significa? Che i controlli per la sicurezza dei viadotti e delle gallerie erano taroccati. Il Cas, che poi sarebbe la Regione Siciliana, i vertici sono stati nominati dal Presidente Musumeci e dall’assessore Falcone, gestisce le autostrade A20 Messina-Palermo, la costruenda, molto a rilento, Siracusa-Gela e la A18 Messina-Catania. 300 km di strade in concessione a pedaggio che sono state definite dal Gip nell’ordinanza applicativa delle misure cautelari "un asse viario che è già drammaticamente e notoriamente afflitto da gravi carenze strutturali e lungo il quale frequenti sono stati gli incidenti, anche mortali"».

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«Oggi si scopre che oltre alle frane, come quella di Letojanni ferma da 5 anni, le gallerie chiuse per rischio crollo, i viadotti sequestrati dalla magistratura per l’eccessiva incuria e pericolosità, scopriamo anche che i report erano taroccati. I cittadini - evidenzia il viceministro - pagano un’autostrada che non è sicura e questo oltre a essere inaccettabile è anche vergognoso. Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti non ha competenza su quelle strade, ma ha la responsabilità di controllare cosa fa il concessionario con i beni dello Stato, ebbene il Cas vanta quasi 800 non conformità, cioè infrange 800 volte codice stradale, di sicurezza stradale e non assicura assistenza, insomma una bomba ad orologeria pronta ad esplodere».

«Credo che sia arrivato il momento di avviare un’operazione verità e prendere in serio esame la revoca della concessione, i cittadini - sottolinea infine Cancelleri - hanno il diritto di percorrere strade sicure e lo Stato ha il dovere di non permettere a nessuno di lucrare impunemente sui beni dello Stato e del popolo».

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