Notizie locali
Pubblicità
Catania, la sparatoria a Librino per contendersi le piazze di spaccio: ecco chi sono i due morti

Cronaca

Catania, la sparatoria a Librino per contendersi le piazze di spaccio: ecco chi sono i due morti

Di Redazione

CATANIA - E’ stata una notte ininterrotta di accertamenti ed interrogatori quella trascorsa dai carabinieri del Reparto operativo di Catania che indagano sulla sparatoria avvenuta ieri nel popoloso rione Librino in cui sono morte due persone e altre quattro sono rimaste ferite.

Pubblicità

Le vittime - come riporta La Sicilia in edicola - si chiamavano Luciano D’Alessandro, di 48 anni, e Vincenzo Scalia, di 29. I feriti hanno 26, 31, 56, e 40 anni. Le indagini, che puntano sulla criminalità organizzata e in particolare sul ricco mercato della droga, sono seguite dal sostituto procuratore della Dda Alessandro Sorrentino e coordinate dall’aggiunto Ignazio Fonzo, che dirige il pool di magistrato che si occupa di diversi clan etnei, compresi i gruppi Cappello e Bonaccorsi che gestiscono diverse piazze di spaccio a Catania. E questo segmento di mercato criminale potrebbe essere la pista per fare chiarezza su movente e dinamica dell’accaduto.

Tra gli elementi al vaglio dei carabinieri del comando provinciale di Catania e la Dda etnea anche il ferimento a un polpaccio con un colpo di arma mattina di un giovane che l'altro ieri mattina è stato medicato in un pronto soccorso del capoluogo: si tratta di Salvatore Monaco, 24 anni e gli investigatori stanno cercando di capire se esista un collegamento tra il “gambizzato” e la sparatoria di Librino.  Monaco è fratello di un esponente del clan mafioso Cappello, coinvolto anche nell’operazione antimafia Camaleonte del giugno scorso, e che nella cella del carcere dov'è recluso è stato trovato con un telefonino. Naturalmente il ferito non ha dato alcuna indicazione agli investigatori. 

D’Alessandro pare fosse lontano dalla sua zona, mentre il più giovane Scalia lì al viale Grimaldi sarebbe di casa così come le quattro persone ferite.

I soggetti rimasti coinvolti in questa sparatoria possano essere stati anche di più perché in un’area scoscesa sottostante alla bretella in cui c’è stata la sparatoria sono state trovate tracce di sangue, segno che qualcuno è scappato ma è rimasto ferito.

Quello che è certo è che ieri si è scatenato l’inferno davanti al civico 18 di viale Grimaldi a Librino, con alcuni abitanti dei palazzi che si affacciano sulla strada terrorizzati: colpi di pistola davanti ai bambini, dicono alcuni testimoni, sangue, urla di dolore, poi i morti e i feriti accasciati a terra, le sirene dei carabinieri e delle ambulanze.

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: