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Pescatori liberati, un giornale vicino ad Haftar: «C'è scambio con prigionieri»

Cronaca

Pescatori liberati, un giornale vicino ad Haftar: «C'è scambio con prigionieri»

Di Redazione

ROMA  - Sarebbe rientrato in «uno scambio di prigionieri» il rilascio dei pescatori siciliani a seguito della visita del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Bengasi: così viene presentato dal giornale panarabo edito a Londra, Asharq Al-Awsat, vicino alle posizioni del generale Khalifa Haftar, in un pezzo on line firmato dal Cairo.

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Nell’articolo intitolato "Haftar conclude un accordo con l'Italia per la liberazione dei suoi pescatori in cambio di detenuti libici", il giornale scrive che «fonti libiche ben informate» hanno affermato che liberazione dei pescatori sarebbe avvenuta in seguito ad un accordo sull'estradizione di quattro cittadini libici detenuti in Italia. Sempre secondo le stesse fonti, «l'accordo di scambio dei detenuti con l’Italia si è concluso sullo sfondo di una mediazione regionale». Ma non si aggiungono altri dettagli.

I 4 giovani libici che sarebbero i protagonisti dello scambio furono arrestati in Sicilia nel 2015: vennero condannati dalla Corte d’assise di Catania e poi dalla Corte d’appello, con l’accusa di avere fatto parte del gruppo di scafisti responsabili della cosiddetta «Strage di Ferragosto» in cui morirono 49 migranti. Si chiamano Joma Tarek Laamami, di 24 anni, Abdelkarim Al Hamad di 23 anni, Mohannad Jarkess, di 25 anni, Abd Arahman Abd Al Monsiff di 23 anni.

Secondo i migranti con cui viaggiavano, la notte della «strage» con «calci, bastonate e cinghiate» i quattro avrebbero bloccato molti nella stiva dell’imbarcazione. La loro versione era che si erano imbarcati anche loro per fuggire dalla Libia, e che i veri trafficanti avevano ridotto loro il prezzo del passaggio purché si occupassero di pilotare le barche. 

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