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Catania, la festa di Sant’ Agata segnata dal Covid e dalle polemiche

Cronaca

Catania, la festa di Sant' Agata segnata dal Covid e dalle polemiche

Di Rossella Jannello
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Dopo l’annuncio del 6 gennaio scorso da parte dell’arcivescovo, mons. Salvatore Gristina, e del sindaco Salvo Pogliese circa l’annullamento di tutte le manifestazioni esterne della festa, oggi verrà dunque rivelato ciò che è possibile fare per celebrare degnamente l’amata Patrona in presenza di una pandemia che condiziona qualunque celebrazione collettiva.

Il busto reliquiario lascerà comunque la sua Cammaredda per essere esposto in Cattedrale? E le altre reliquie? Con quali modalità? Il solenne Pontificale ci sarà comunque? E chi lo celebrerà?

Sarà l’arcivescovo a illustrare lo svolgimento e le modalità delle celebrazioni liturgiche, alla presenza del sindaco e del parroco della Cattedrale, mons. Barbaro Scionti.

In queste presenze annunciate spicca comunque una assenza, quella del presidente del Comitato per i festeggiamenti agatini, Riccardo Tomasello, che già non era stato citato peraltro nell’annuncio con il quale si ribadiva che non ci sarebbe stata alcuna processione esterna con il fercolo.

Perché questa assenza? Potrebbe essere plausibile che, di fronte a un evento eccezionale come quello che viviamo quest’anno, l’arcivescovo da un lato e il sindaco dall’altro hanno avocato nelle loro persone la delega dell’agosto del 2015 con la quale, nero su bianco, attraverso loro rappresentanti istituirono il “Comitato per la Festa di Sant’Agata nella città di Catania” che, in questo arco temporale, attraverso due diverse gestioni, è stato sempre in prima linea nella decisione e nell’organizzazione degli eventi.

Ma c’è anche ci suggerisce che attorno al Comitato, il presidente e i suoi componenti bipartisan ci sia più di un malumore: alcuni componenti si sarebbero infatti pubblicamente dissociati dalle scelte che oggi saranno rese note, mentre la gestione della festa fin qui condotta sarebbe stata criticata da altri. Una spaccatura dell’armonia collettiva che si sarebbe già palesata nelle celebrazioni dell’agosto scorso, anche queste in tono minore causa Covid, visto che esse, pur ridotte, sono apparse frammentate e senza una regia condivisa.

Rumors a parte, ancora tutti da sostanziare, resta il fatto che il Covid ha travolto anche la festa più importante per i catanesi e non solo. Ma forse sarà anche l’occasione buona per mostrare come la fede e la devozione per Sant’Agata rimanga forte e chiara nei suoi aspetti liturgici anche facendo a meno dei suoi suggestivi simboli.

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