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Caso Scieri, udienza del tribunale militare aggiornata al 13 novembre

Cronaca

Scieri, la famiglia chiede di citare la Difesa come responsabile civile

Di Redazione

PISA - Il legale della famiglia Scieri, avvocato Alessandra Furnari, ha chiesto oggi al giudice dell’udienza preliminare, Pietro Murano, di citare in giudizio come responsabile civile il ministero della Difesa, nel processo per la morte di Emanuele, il parà siracusano ucciso nella caserma «Gamerra» di Pisa nell’agosto 1999, e nel quale sono accusati di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi i tre ex caporali della Folgore, Alessandro Panella, Luigi Zabara e Andrea Antico e i due ex ufficiali, accusati di favoreggiamento, Enrico Celentano, all’epoca dei fatti comandante dei paracadutisti, e Salvatore Romondia.

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La decisione sulla citazione del ministero sarà presa nella prossima udienza fissata per il 29 marzo.

Oggi intanto è stata ammessa la costituzione di parte civile della famiglia Scieri al processo, mentre il giudice ha respinto la richiesta dell’associazione Giustizia pet Lele, perché ha ritenuto che non vi fosse il diritto soggettivo previsto dal codice per vedere riconosciuta la costituzione.

«Dispiace per l’esclusione dal processo dell’associazione - ha commentato Francesco Scieri, fratello di Emanuele - ma continuerà a essere il megafono della voce della famiglia e a battersi insieme a noi per arrivare finalmente a ottenere giustizia».

Il 23 febbraio la corte di cassazione si esprimerà sul conflitto di attribuzione sollevato dalle difese degli imputati che contestano la competenza militare sull'inchiesta per la quale sono tuttora pendenti due procedimenti presso il tribunale di Pisa e il tribunale militare di Roma.

«Noi chiediamo - ha concluso Scieri - che sia un giudice a pronunciarsi su questa vicenda e non abbiamo preferenze, anche se qui sono a giudizio gli ufficiali che avevano il dovere di vigilare e non lo hanno fatto. A noi interessa una sentenza che restituisca dignità a mio fratello ma anche al corpo della Folgore. Nostro padre ci ha insegnato il senso del dovere, quello che la notte del 13 agosto 1999, invece, in quella caserma, è venuto meno». 

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