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Cronaca

Otto pescherecci di Mazara rischiano vicino a Libia: «Qui per necessità»

Di Redazione

PALERMO - Sono tutti di Mazara del Vallo gli otto pescherecci ai quali il governo italiano ha rivolto l'invito ad allontanarsi dalla "zona a rischio", di fronte alla costa di Bengasi, in Libia.

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Sono il "Giuseppe Schiavone", "Anna Madre", "Fenice", "Michele Giacalone", "Aliseo", "Nuovo Cosimo", "Antonino Pellegrino", "Luciano Giacalone" (quest’ultimo iscritto al registro navale di Napoli, anche se l’armatore è di Mazara del Vallo). I pescherecci si trovano tutt'ora in una zona a 40 miglia da Bengasi, in acque internazionali, ma che la Libia dal 2005 riconosce, unilateralmente, come propria zona esclusiva di pesca.

«Ci sentiamo una categoria senza difese - commenta Santino Adamo, presidente Federpesca Mazara del Vallo - Noi rivendichiamo il diritto storico di poter lavorare in quelle zone. Per i nostri pescherecci che praticano la pesca d’altura quelle acque internazionali sono pescose e i nostri equipaggi hanno la necessità di lavorare con serenità. Ci aspettiamo che il governo, piuttosto che sconsigliare di stare lì, difenda i nostri equipaggi che, legittimamente, sono lì per guadagnarsi da vivere». 


«Bisogna accelerare i tempi per definire con la Libia i giusti interscambi economici che, a partire anche da partnership tra associazioni di categoria italiane e libiche, consentano di arrivare prima possibile all’accordo bilaterale Italia-Libia sancito dalla Commissione Europea», ha etto dal canto suo  l’assessore regionale alla Pesca mediterranea, Toni Scilla dopo che ieri ha incontrato il sottosegretario di Stato alla Difesa, Stefania Pucciarelli per affrontare i temi «della pesca siciliana e della spinosa questione libica che mette a rischio la sicurezza dei pescatori siciliani».

All’incontro hanno partecipato il parlamentare della Lega Lorenzo Viviani e le senatrici forziste Gabriella Giammanco e Urania Papatheu. «Non si può certamente risolvere la problematica, come qualcuno al governo nazionale purtroppo continua a ripetere - aggiunge Scilla - impedendo alle nostre imbarcazioni ed ai nostri pescatori di esercitare il loro sacrosanto diritto costituzionale di andare a lavorare, in questa parte di Mediterraneo» che - ricordiamo - sono acque internazionali annesse unilateralmente dalla Libia alle proprie acque territoriali.

«Il sottosegretario Pucciarelli ci ha rassicurato sul fatto che si sta già lavorando in questa direzione e che il governo regionale siciliano sarà direttamente e concretamente coinvolto nella costruzione del percorso politico istituzionale che potrebbe finalmente risolvere questo annoso dossier. È evidente che nelle more della definizione di questo iter bisogna garantire un’adeguata vigilanza militare ai pescatori siciliani perché non debbano mai più ripetersi episodi di sequestri di nostri natanti che spesso hanno la conseguenza di privare della libertà i componenti dei relativi equipaggi. Il governo Musumeci sarà al fianco dei pescatori siciliani», conclude.

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