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Cronaca

Migranti, è già assalto alle coste siciliane: «Rischio arrivi di massa»

Di Redazione

PALERMO - E' bastato  il ritorno del bel tempo a far ripartire gli sbarchi di migranti clandestini sulle coste siciliane e i naufragi nel Canale di Sicilia. Già in pochi giorni migliaia di disperati sono arrivati sull'Isola con barche, barchini e barconi, mentre altri stanno per arrivare a bordo di navi delle Ong e altri ancora sono stati tratti in salvo dalle motovedette italiane. E frattanto arriva anche notizia, da un tweet del portavoce dell'Oim Flavio Di Giacomo di un altro naufragio al largo della Libia. Al momento recuperati 11 corpi. Per ora risultano esserci solo 12 sopravvissuti, riportati in Libia». 

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Tornado alla ripresa degli sbarchi sebbene la macchina dei trasferimenti si sia subito messa in moto, è certamente e come al solito Lampedusa la porta d'ingresso con l'hot spot di contrada Imbriacola sempre al limite della capienza.  Ieri erano 723 i migranti ospiti, dopo sei sbarchi consecutivi a partire dalla tarda serata di venerdì. Gli ultimi due barconi sono stati bloccati a 12 miglia dalla costa dalle motovedette della Guardia costiera. La prima imbarcazione, con a bordo 100 persone, fra cui 5 donne, è stata lasciata alla deriva. Stessa sorte anche per la «carretta" di 8 metri, con a bordo 51 uomini verosimilmente tunisini. 

I trasferimenti sono subito cominciati, già ieri sera almeno 274 profughi erano stati spostati sulla nave quarantena «Allegra» che era già in rada davanti all’isola. Stamani 190 migranti sono stati imbarcati nel traghetto e trasferiti a Porto Empedocle, nell’hotspot di Lampedusa, al momento, rimangono 270 persone. 

Ma c'è qualcosa che preoccupa chi ormai per forza di cosa conosce molto bene il fenomeno dell'immigrazione. «La sensazione - ha detto il sindaco di Lampedusa, Totò Martello - è che nell’ultimo periodo sia cambiata nuovamente la rotta migratoria, a Lampedusa più che barchini di tunisini stanno arrivando barconi carichi di migranti provenienti dalle coste libiche. Siamo preoccupati, con la stagione estiva temiamo arrivi in massa. Al premier Draghi dico: ti ricordo che Lampedusa è la frontiera d’Europa». 

La ripresa degli sbarchi ha messo sull'altolà anche il leader della Lega Matteo Salvini e anche lui si è rivolto a Draghi chiedendo di «bloccare barchini e barconi per rispetto degli Italiani, dei loro sacrifici, della loro salute, della loro sicurezza».

Ma a preoccupare sono anche i possibili naufragi e i conseguenti SOS che arrivano dal Canale di Sicilia.  Due navi mercantili sono state inviate dalla Guardia Costiera italiana in soccorso di una barca di legno con migranti a bordo, segnalata davanti alle coste libiche in avaria e in balia del mare.

Nel frattempi la nave della Ong Sea Watch 4  ha effettuato il suo sesto salvataggio in 72 ore. «Abbiamo soccorso 51 persone su una barca di legno con doppio ponte. Dopo i due rescue delle ultime ore, a bordo della Sea-Watch 4 ci sono 455 persone che hanno bisogno e diritto di sbarcare il prima possibile in un porto sicuro» ha scritto la Sea Watch su Twitter.  

Insomma, è emergenza e l'allarme lanciato dal sindaco di Lampedusa merita di essere ascoltato, a Palermo, a Roma, ma anche Bruxelles.

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