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Cronaca

L'incidente di Ragusa e il dramma di Antonio, soccorritore 118 che ha trovato il figlio in fin di vita

Di Giorgio Liuzzo

RAGUSA - La chiamata al 118. La corsa a sirene spiegate verso il luogo dell’incidente. Sino alla sconvolgente scoperta fatta da uno dei soccorritori: il ragazzo in fin di vita, che sarebbe deceduto di lì a poco, era il figlio di 21 anni. Al papà, Antonio, il sangue si è raggelato. E il silenzio dell’alba è stato squarciato da un drammatico grido di dolore.

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A nulla è valsa la disperata corsa all’ospedale, a nulla il tentativo di chiamare l’elisoccorso visto e considerato che le condizioni erano troppo gravi. Dopo essere stato intubato, il giovane avrebbe dovuto essere sottoposto a una Tac. Ma non ce l’ha fatta. E’ spirato prima. Così è morto, in una domenica mattina di maggio, dopo un sabato sera trascorso, presumibilmente, a casa di amici, Stefano Pagano che già, qualche anno prima, aveva perso la madre.

I vigili del fuoco accorsi subito sul posto (il comando provinciale si trova a poche centinaia di metri dal luogo del tragico sinistro) hanno dovuto faticare non poco per estrarre il corpo dalle lamiere. E nel frattempo si stava consumando il dramma nel dramma visto che Antonio Pagano non riusciva a darsi pace per quanto accaduto. Lui che aveva già dovuto fare i conti con le asperità della vita proprio per la morte della moglie.

Stefano, oltre al padre, lascia i fratelli Giuseppe e Giovanni e le sorelle Federica e Alessia. Il padre, pur a fronte della prima tragedia familiare che lo aveva colpito, era riuscito a ricostruirsi lentamente una vita, assieme a nuova compagna, aiutato anche da una forte vincita che gli aveva consentito di guardare con più ottimismo al futuro. Tutto sino alla nuova tragedia di ieri.

Stefano, ieri mattina, viaggiava sul sedile del passeggero a bordo di una Fiat Punto condotta da un coetaneo, (A. D. M. le iniziali di quest’ultimo) che, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia stradale di Ragusa intervenuta sul posto, ha perso il controllo del mezzo (i due percorrevano via Archimede, una delle strade più conosciute della città, salendo in direzione San Luigi), impattando prima contro un albero, e poi contro la ringhiera parapetto posta a protezione del lato destro della carreggiata, che è stata abbattuta a causa dell’impatto. Secondo le prime ricostruzioni, la ringhiera ha evitato danni molto maggiori perché l’auto sarebbe potuta rotolare nella scarpata sottostante.

L’incidente si è verificato alle 6,00. Le condizioni del giovane Pagano, a seguito dello schianto, sono apparse immediatamente gravi agli occhi dei soccorritori che sono intervenuti sul posto e che hanno cercato di fare il possibile ma che, purtroppo, non sono riusciti nell’intento. I funerali del ragazzo sono stati programmati per domani, quando il corteo, a partire dalle 10, muoverà dall’abitazione dello stesso, nella parte alta della città, in viale delle Americhe, sino a raggiungere la chiesa Cattedrale di San Giovanni Battista dove sono state programmate le esequie.

La scomparsa di Stefano Pagano, anche per le modalità che l’hanno caratterizzata, ha lasciato tutti senza parola. Un clima surreale, per tutta la giornata di ieri, si è respirato in città. In molti increduli rispetto a una vicenda che ha lasciato con l’amaro in bocca proprio per le caratteristiche di un fatto sì tragico ma reso ancora più drammatico dal contesto registrato. Sui social, un rincorrersi di messaggi di cordoglio. Veronica sottolinea: «Ti ho visto crescere... è inaccettabile sapere che te ne sei andato così presto... buon viaggio piccolo». Fabrizio scrive: «Riposa in pace Stefanuccio, ancora non ci credo, ti avevo visto ieri pomeriggio ed eri un ragazzo dolce e simpatico resterai sempre con noi. Tvb cugino mio”. Mirko scrive: “Fino a ieri sera era da noi… assurdo...».

L'anno in corso ha già fatto registrare nove morti, a causa di incidenti stradali, in provincia di Ragusa. L'ultimo risale al 27 aprile quando a perdere la vita erano stati quattro extracomunitari, sulla Sp 20, Comiso-Santa Croce, tutti a bordo di un furgone scontratosi con un’auto. Il 13 aprile scorso, poi, a perdere la vita erano stati Salvatore Petriglieri, 74 anni, e la moglie Nunzia Raniolo, di 65 anni sulla provinciale 3 Chiaramonte-Acate.

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