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Cronaca

Catania, col progetto Brt avanza l'iter del sottopasso al Tondo Gioeni

Di Cesare La Marca

CATANIA - Nodi sensibili, scelte complesse e incognite attorno ai progetti e agli interventi che definiranno il futuro assetto del trasporto pubblico locale, e dunque della mobilità sostenibile da integrare allo sviluppo della metropolitana e delle altre misure alternative all’auto privata.

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Tutto ruota attorno alle linee a “raggiera” degli altri quattro Brt (2, 3, 4 e 5), che collegheranno rispettivamente Nesima, il San Marco di Librino, Fontanarossa e il Cannizzaro al centro, aggiungendosi alla riqualificazione in corso del Brt1 dal parcheggio Due Obelischi al centro (non senza caos e polemiche per gli alberi sradicati a Fasano che saranno comunque rimpiazzati). L’iter deve a questo punto essere “rapido” quanto e più delle linee in questione, per non rischiare di perdere fondi del Pon Metro per 7,2 milioni, che comprendono anche il progetto in approvazione per un nuovo sottopasso in direzione nord sud sotto la rotatoria del tondo Gioeni (che non avrebbe come il precedente un accesso dall’ex via Grassi per le auto provenienti da Ognina, e su questo sono in corso valutazioni dei tecnici di Amt e Comune), intervento che pesa per 2,2 milioni nella dotazione in questione.

La prossima settimana sarà in Giunta la delibera del Brt5, che fu già al centro di polemiche incandescenti per la doppia corsia centrale sperimentale al viale Vittorio Veneto, poi sostituita da quella laterale. «L’assetto nel tratto in questione non sarà modificato - assicura l’assessore alla Mobilità Pippo Arcidiacono - sulla linea di quasi 16 chilometri dal Cannizzaro a piazza della Repubblica».

Le questioni più “calde” sono al momento proprio quella del sottopasso nell’area del tondo Gioeni, legata alla riqualificazione del Brt1 e al tempo di percorrenza da nord al centro del bus non più così “rapido” dopo la demolizione del ponte Gioeni, pur considerando che la viabilità è oggettivamente e sensibilmente migliorata rispetto ai mesi successivi all’abbattimento del cavalcavia; seconda questione sensibile ancora da definire, un’altra linea cruciale, il Brt2 che dovrà affrontare le forche caudine del viale Rapisardi nell’area che sarà ancora più da bollino rosso con l’apertura del Pronto soccorso del Garibaldi centro, con accesso di decine di ambulanze al giorno dalla vicina via Filzi, oltre agli ambulanti abusivi che occupano oltre mezza corsia.

«Il progetto del sottopasso lungo il prolungamento della via Petraro è in fase avanzata - conferma Arcidiacono - il nostro obiettivo è ripristinare una viabilità su due livelli a garanzia di una maggiore sicurezza, pensiamo anche alla riapertura della bretella di via Caronda, richiesta dai commercianti, con un accesso dedicato che non impatti sulla viabilità. La scelta più delicata, probabile un’unica corsia, è quella ancora in valutazione che riguarda il Brt2, che affiancherà il futuro pronto soccorso dell’intero centro della città, con un’utenza di 200mila persone».

Rebus da sciogliere per la corsia protetta al viale Rapisardi vicino al futuro Ps del Garibaldi centro



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