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Cronaca

Licata, chiedeva il pizzo millantando di essere mafioso: arrestato

Di Redazione

AGRIGENTO - «Quando io dico una cosa si deve fare perché in questa zona comando io, altrimenti vi ammazzo e vi prendo a schiaffi». Questo, ma non soltanto, il tenore delle intimidazioni che sarebbero state utilizzate, nei confronti dei titolari di due concessionarie, per farsi dare dei soldi.

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Con l'accusa di estorsione i carabinieri del nucleo Operativo della compagnia di Licata, coordinata dal capitano Francesco Lucarelli, hanno arrestato - in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Stefano Zammuto - Calogero Occhipinti, 45 anni, di Licata. Un uomo che, millantando parentele mafiose, - stando all’accusa - avrebbe messo a segno le estorsioni mentre era agli arresti domiciliari.

A formalizzare la denuncia sono state le stesse vittime delle estorsioni. Il pregiudicato, evidenziando «d’essere da poco uscito da galera», avrebbe chiesto somme che oscillavano dalle 50 alle 200 euro. Almeno cinque - stando sempre all’accusa - le estorsioni consumate o tentate in un breve lasso di tempo. Le indagini sono state coordinate dal pm Cecilia Baravelli, titolare del fascicolo d’inchiesta, che ha chiesto al gip Stefano Zammuto la misura cautelare della custodia in carcere.

«Non capita tutti i giorni, a queste latitudini, di riuscire a portare imprenditori alla denuncia. Anche questo rientra nella funzione sociale dell’Arma dei carabinieri: stare vicino a chi decide di fare il passo della denuncia, aiutandoli e dando una risposta immediata. Auspichiamo che si facciano avanti ulteriori vittime, quindi le indagini proseguiranno». Lo ha detto il capitano dei carabinieri Francesco Lucarelli, comandante della compagnia dell’Arma di Licata, durante la conferenza stampa svolta al comando provinciale di Agrigento.

«Quanto denunciato dagli imprenditori ha trovato riscontro nelle attività investigative perché attraverso impianti di videosorveglianza di altre ditte siamo riusciti ad acquisire - ha spiegato il tenente Carmelo Caccetta che coordina il nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Licata - immagini in cui si vede proprio una vittima che mette le mani in tasca e gli dà i soldi all’indagato».

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