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Cronaca

E' morta la moglie di Nando Dalla Chiesa e lui ricorda quando si giuravano amore eterno a Palermo

Di Redazione

MILANO - E’ morta Emilia Cestelli, la moglie di Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto, ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982 a Palermo. «E' partita - scrive il marito su Facebook - la ragazza di Vicolo Pandolfini, il luogo in cui ci giuravamo a #Palermo amore eterno, se ne è andata dopo 50 anni. Provate qualche volta a riconoscerla in una stella. Potrebbe dirvi "sono io", era uno dei suoi giochi preferiti. Finora per discrezione non ve ne ho parlato. Nei prossimi giorni vi dirò qualcosa di lei, donna dal cuore grandissimo...».

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La notizia è stata data dà Rita Dalla Chiesa che sul suo profilo Instagram ha pubblicato una foto che ritrae il fratello Nando e la moglie Emilia di spalle abbracciati, accompagnandola con un lungo e commosso post. «Eravamo in vacanza a Sellia Marina, due anni fa. Li ho sorpresi al tramonto, di spalle, abbracciati, mentre guardavano il mare - scrive Rita Dalla Chiesa - Loro, Nando e Emilia, il 'professorè e 'la Biondinà, hanno vissuto una storia di amore vero lunga 51 anni. Sempre abbracciati... Sempre complici. L’uno la forza dell’altra. Nelle battaglie di mio fratello, nelle nostre sofferenze più grandi, nei ricordi belli delle nostre estati a Mondello, nel suo credere ciecamente nei diritti civili e nella difesa delle persone più deboli. Nell’amare Carlo e Doretta. Nell’essere felici quando sono diventati nonni di Otto, Tito e Rosa. Due persone intrecciate d’amore».

«Non era solo mia cognata, Emù - continua la Dalla Chiesa - Era la quarta figlia di mio padre e mia madre, che l’hanno adorata. Stamattina, dopo una malattia divorante, feroce, Emilia ha dovuto lasciare quell'abbraccio che è stato la sua casa per tutta la vita. Ed è andata verso il mare da sola. A noi ha lasciato la grande eredità di avere lottato per ogni suo respiro. E lei è arrivata, finalmente, in fondo all’orizzonte che guardava con il suo Prof quella sera di due anni fa. Grazie, Emù, per tutto quello che ci hai regalato. Anche questo dolore, che si aggiunge ai troppi che la nostra famiglia ha già vissuto...».

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