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Cronaca

Catania, non c'è pace per l'appalto rifiuti: ora è appeso a un ricorso (e la citta “affoga”)

Di Cesare La Marca

Appalto settennale per la raccolta dei rifiuti “appeso” all’esito di una sospensiva richiesta dall’impresa uscente, la Dusty - che non ha peraltro partecipato alla gara reputando antieconomici i requisiti del bando - in merito a una clausola in cui il rup ha previsto a carico della ditta aggiudicataria gli oneri dell’eventuale trasporto fuori Sicilia dei rifiuti, cosa da non escludere a causa della saturazione della discarica di Lentini. Sulla questione sono al lavoro gli avvocati da entrambe le parti, e dopo un primo rinvio si attende ora l’udienza fissata per il 9 giugno davanti ai giudici della III Sezione del Tar di Catania, che come è evidente avrà in ogni caso un enorme rilievo rispetto all’appalto che dovrebbe essere avviato dal primo luglio puntando sulla raccolta porta a porta nella città suddivisa in tre lotti, con Ecocar e Super Eco che si contenderanno il lotto “nord” in base alla migliore proposta, ed Ecocar unica interessata al lotto “sud”.

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Le temperature insomma aumentano e si surriscalda progressivamente in città anche il clima della raccolta dei rifiuti, effettuata in regime di proroga dalla stessa Dusty fino al 30 giugno, in attesa del passaggio al nuovo appalto settennale; su questo grava peraltro un’altra incognita non da poco, il lotto “centro” equivalente da solo a mezza Catania e ancora da assegnare, con una procedura negoziata con cui la Srr tenterà di garantire dal primo luglio l’avvio in contemporanea nei tre lotti, come negli obiettivi del Comune, sempre se il ricorso della Dusty non verrà accolto, il che aprirebbe scenari tutti da decifrare.

Ma non c’è solo questo problema, mentre la zona sud della città ha trascorso il fine settimana assediata dai rifiuti, con emergenze e cumuli di spazzatura arretrata che saranno smaltiti non prima di tre giorni a Librino, Pigno e San Giorgio, dopo lo sciopero di venerdì scorso dei lavoratori dell’impresa subappaltatrice Energetikambiente (commissariata per fallimento lo scorso 17 marzo dal Tribunale di Milano), che rivendicano le quote di Tfr, le ferie non godute, tredicesima e quattordicesima, le cessioni del quinto già trattenute in busta paga e i versamenti sul fondo per l’assistenza sanitaria, e puntano il dito contro la ditta appaltatrice, cioé la Dusty, e il Comune per mancato intervento sostitutivo. Cosa che la Dusty esprimendo solidarietà ai lavoratori ha comunicato di non poter fare, in una nota dell’amministratrice Rossella Pezzino, «in rispetto del principio fondamentale di diritto della par condicio creditorum» chiarendo che «in osservanza della normativa vigente le inadempienze di Energetikambiente devono essere gestite dagli organi giudiziari della procedura concorsuale, nello specifico la Sezione Fallimenti del Tribunale di Milano, e nessun soggetto terzo, compresa Dusty, può frapporsi, come i sindacati sanno già».

Per la stessa ragione neanche il Comune - secondo cui lo sciopero è stato eccessivo essendo i crediti dei lavoratori congelati e garantiti dal Mise - è in condizione di intervenire in via sostitutiva, mentre è stata respinta dagli uffici dell’Ecologia la proposta di uno smaltimento domenicale dei rifiuti arretrati per effetto della mancata raccolta di venerdì nella zona sud di competenza di Energetika, che avrebbe comportato un notevole incremento di costi, e saranno invece applicate penali per ogni disservizio rilevato.

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