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Cronaca

Catania, Plaia “chiusa” per mare sporco: lo scandalo degli scarichi sul litorale

Di Maria Elena Quaiotti

«Con che coraggio e secondo quale deontologia possiamo aprire i lidi balneari? Si stanno sversando reflui industriali e civili a mare impunemente e chi gestisce i canali (che ogni anno venivano “sbarrati” in estate proprio per evitare lo sversamento, ndr) sono amministratori pubblici che hanno nome e cognome: sindaco, assessori e presidente Sidra. Ma finora non hanno fatto niente. Anzi, sono fermi ad aspettare che sia la Procura a dir loro cosa fare». È lapidario Luca Maimone, presidente Assobalneari Sicilia e membro di una famiglia storica di gestori di stabilimenti balneari alla Plaia, davanti a una stagione estiva che non s’inizierà, come deciso, domani, venerdì 11. Tanti lidi infatti hanno stabilito, con responsabilità per la propria utenza e le proprie famiglie, di non aprire. Non finché il mare cittadino non sarà reso balneabile.

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La Procura etnea ha aperto un fascicolo sullo scottante capitolo depurazione e scarichi a mare, finita anche al centro di una commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, che lo scorso 15 aprile ha audito il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro e, successivamente, il 21 aprile, anche il sindaco Salvo Pogliese e il presidente Sidra, Fabio Fatuzzo. E proprio Sidra, che dal 2020 ha sostituito Irsap in alcune competenze, tra cui quella della realizzazione delle “ture” per evitare lo sversamento in mare, non ha ancora fatto niente. Risultato: la stagione estiva 2021 è a rischio ancora prima di partire. Alcuni lidi hanno fatto ricorso con procedura ex articolo 700, per ottenere un provvedimento d'urgenza, peccato che l'udienza sia stata fissata soltanto al 5 luglio.

A fianco di Assobalneari si sono schierati Sib, Fipe Confcommercio e Confindustria Catania, che auspicano «l’avvio dei lavori previsti a salvaguardia del mare nel più breve tempo possibile, o il danno di immagine investirà non solo la Plaia, ma tutta la città» e si dicono pronti «a promuovere e realizzare, insieme alle componenti sociali, politiche e produttive della città, un progetto complessivo strutturale all'insegna della sostenibilità e a tutela del nostro mare».

Gli scarichi a mare sono tra il lido Alkamar e il lido Roma, appena prima del lido Belvedere e il Forcile al Faro, un “problema” che esiste da sempre: «Io sono nato con la questione degli scarichi alla Plaia - ricorda Maimone, che di anni ne ha 50 - Una questione che, in maniera gattopardesca, non si è mai voluto risolvere e penalizza la destagionalizzazione che potremmo avere. Parlano di rilancio delle imprese, non vogliamo aiuti, ma lavorare. E in questo caso è l'amministrazione pubblica che ce lo impedisce».

LA PRECISAZIONE SIDRA. Il sottoscritto avv. Alberto Giaconia, su espresso mandato di Sidra spa e del suo presidente, il prof. Fabio Fatuzzo, che sottoscrive la presente per adesione e conferma formula la seguente istanza di rettifica con riferimento all’articolo pubblicato sul giornale La Sicilia inm data 10/6/2021 dal titolo “La Plaia chiusa per mare sporco” a firma di Maria Elena Quaiotti.

In particolare, nel suddetto articolo si legge che Sidra spa gestirebbe i canali attraverso i quali i “reflui industriali e civili vengono sversati in mare” e che la medesima Sidra dal 2020 avrebbe sostituito Irsap nella realizzazione delle “ture” per evitare lo sversamento in mare.

Le suddette affermazioni e, in linea generale, il contenuto dell’articolo sopra menzionato sono frutto di errore, fuorvianti e inducono i lettori a ritenere che via siano stati comportamenti illegittimi o anche solo di mera inerzia da parte di Sidra e del suo presidente. Si evidenzia che tali affermazioni non corrispondono a verità, in quanto Sidra è totalmente estranea alla gestione dei canali di raccolta delle acque meteoriche, atteso che il Consorzio Asi di Catania in liquidazione non ha mai trasferito tali reti a Sidra.

La Sidra dunque non ha alcuna competenza in merito alla gestione dei canali menzionati nell’articolo sopracitato. Con la presente pertanto si chiede a La Sicilia di volere provvedere a pubblicare la presente rettifica alla notizia pubblicata in data 10/06/2021.

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