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Cronaca

Anche i pescatori siciliani protestano a Montecitorio: scontri, fumogeni e bombe carta

Di Redazione

ROMA - I pescatori dell’Associazione Marinerie d’Italia si sono dati appuntamento oggi a piazza Montecitorio per manifestare contro l’attuale sistema di sanzioni sulla pesca che prevede delle multe smisurate rispetto alle infrazioni commesse. Durante la protesta sono stati esplosi alcuni petardi e sette bombe carta. La protesta dei pescatori, in gran parte provenienti dalla Sicilia, nasce dalle ultime novità contenute nella legge 154/2016 che inasprisce il regime sanzionatorio nella normativa sulla pesca di pesce spada e del tonno.

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La polizia ha fermato due persone: uno di questi, riferisce la Questura, nascondeva in tasca un artificio pirotecnico di quarta categoria. I due saranno denunciati per esplosione in luogo pubblico di materiale pirotecnico.«Lavoro da oltre 4 mesi per portare i pescatori di tutta Italia oggi a Roma», ha detto il presidente nazionale Francesco Caldaroni, stanco delle vessazioni subite dal settore che impediscono di svolgere le attività.

 

Al sit-in sono state invitate le delegazioni di tutti i gruppi parlamentari per porre la questione che gravano sul mondo della pesca penalizzato dalle regole dell’Unione Europea. Presente soprattutto una delegazione dei deputati del M5S della Commissione Agricoltura, a cui si deve una risoluzione dove chiede di rivedere l’attuale sistema di sanzioni sulla pesca.
«L'attuale sistema introdotto con l’ultimo Collegato Agricolo - spiega la deputata 5stelle, Silvia Benedetti, prima firmataria del provvedimento - pur avendo depenalizzato le infrazioni previste per la cattura sotto misura di una serie di specie ittiche prevede una forte sproporzione tra valore del danno e sanzione».

 

 

Un esempio che i pescatori riportano è che su una cassetta di pescato del valore di 50 euro, la presenza di un solo pesce sotto taglia può portare la sanzione fino a 5 mila euro; un gap che può arrivare a un rapporto di 1000 a 10 tra multa e valore dell’eventuale pescato. La risoluzione del M5S chiede di rivedere il sistema sanzionatorio in base a quanto previsto dalle stesse norme europee, suggerendo una sanzione massima pari a cinque volte il valore dei prodotti della pesca ottenuti commettendo l’infrazione grave. 

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