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Cronaca

Auto sulla folla alla cronoscalata a Piedimonte sfiorata una strage

Di Francesco Vasta
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Qui, proprio su questo rettilineo, ha finito drammaticamente la sua corsa la fiammante Ford Escort anni Ottanta del pilota maltese Ryan Mangion. Il 26enne era uno dei più attesi fra i 160 iscritti al trofeo “Città di Piedimonte”, gara «ludico-amatoriale» organizzata dalla famiglia Salerno, ormai da quattro anni, lungo il tratto della Strada statale 120 che congiunge il casello autostradale di Fiumefreddo di Sicilia a Piedimonte.

Circa tre km di tornanti in salite che fanno sognare chiunque ami motori e, soprattutto, cronoscalate, sebbene i tempi in questo tipo di gare vengano rilevati senza finalità competitive.

Proprio in uscita da una di queste curve - secondo quanto avrebbe raccontato lo stesso Mangion, illeso, nei momenti dopo l’incidente – l’acceleratore della Escort Mk1 totalmente rielaborata nelle officine di Malta si sarebbe bloccato facendo praticamente imbizzarrire il veicolo.

La Ford ha così travolto un carroattrezzi, unica barriere fra la strada e gli spettatori nel piazzale, e poi almeno una decina di persone. Tra loro un donna ed un 15enne subito raggiunti dall’elisoccorso e adesso ricoverati in prognosi riservata al Cannizzaro di Catania.

Come spiegato dai medici a metà giornata, è gravissimo soprattutto il ragazzino, a causa di «politraumi e lesioni interne». Condizioni critiche anche per la donna, politraumatizzata e con una frattura al bacino, ma vigile fin dai primi secondi dopo l’incidente. I due però non sarebbero più in pericolo di vita. Il resto delle vittime, con traumi minori, è stato distribuito fra gli ospedali di Taormina ed Acireale.

Fra loro anche il pilota, in stato di shock, le cui responsabilità vengono ridimensionate dai compagni del team Final racing: «Lui è un driver di talento e davvero non avrà potuto fermare la macchina – spiega il meccanico John – il problema è che la gente dietro quel carro attrezzi non doveva esserci».

Lo dicevano anche i cartelli accanto all’imbocco del piazzale, eppure ciò non è bastato. Lo hanno detto a caldo anche gli organizzatori, i cui telefoni però hanno poi squillato a vuoto per tutta la domenica.

Si dicevano «miracolati» i testimoni dell’incidente, ma anche loro forse avevano fatto poco caso ai divieti che qualcuno avrebbe dovuto far rispettare. «Si è scatenato subito il panico – racconta uno di loro - ho visto almeno tre persone letteralmente volare via e finire in mezzo alla vegetazione, è stato terribile». I rilievi sono stati compiuti dai carabinieri di Randazzo e Piedimonte.

Ad aprire le polemiche ci ha però pensato l’Aci sport, precisando alle agenzie che «La manifestazione non aveva il riconoscimento di gare delle federazione e questo era stato segnalato a chi di competenza». Salerno corse infatti si fregia di un altro «bollino», quello dell’Asi motori (Associazioni sportive italiane motori).

Chi di competenza, da par suo, aveva rilasciato le autorizzazioni del caso, sebbene questa gara negli anni abbia sempre fatto storcere il naso ai cittadini, vista l’importanza del tratto. L’ok dell’Anas c’era così come quello della Prefettura e, da ultimo, quello del Comune di Piedimonte.

«Sulla correttezza dell’iter non ho dubbi, è un momento drammatico, il mio pensiero va ai feriti», ha detto il sindaco Ignazio Puglisi. In serata ha poi rotto il silenzio con un post su Facebook Nando Salerno, presidente del team organizzatore: «Desideriamo e speriamo ricevere solo buone notizie da parte delle strutture ospedaliere in merito al miglioramento delle condizioni dei feriti – si legge - Ci esimiamo dall'esprimere ulteriori parole su questa fatalità e desideriamo che questa rimanga solamente una nostra comunicazione, senza scendere in discussioni in questo momento di banale importanza. Il tutto è stato accertato dai carabinieri e dalla Procura».

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