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Cronaca

Agrigento, il paradosso della pista ciclabile dove è stato vietato il transito alle biciclette

E' costata mezzo milione, ma è pericolosa / IL VIDEO

Di Francesco Di Mare

L'inesauribile serbatoio delle grottesche storie agrigentine si arricchisce di un nuovo capitolo. Il capoluogo infatti da alcuni giorni può vantare il primato mondiale di città mondiale con una pista ciclabile vietata al transito delle biciclette. Il Comune infatti ha posizionato sui pali della luce alcuni segnali rotondi, bianchi cerchiati di rosso, con al centro una bici.

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A segnalare il caso è l'associazione Mareamico. Evidentemente il «tracciato» è divenuto troppo pericoloso anche se qualcuno su Facebook dice che è lo stesso Comune a intervenire per metterlo in sicurezza. Resta il divieto. Era ora penseranno coloro i quali con grande coraggio e sprezzo del pericolo hanno poggiato i tubolari delle proprie bici su questo scempio consumato a danno delle tasche dei contribuenti. Quando, nel 2012, il Comune motivò la scelta di progettare una pista ciclabile che attraversasse viale Dune giustificò il tutto sostenendo che l'assenza di aree di sosta, di strade adeguate e di percorsi pedonali creava problemi soprattutto in estate.

 

Così il Municipio diede mandato per realizzare un'opera che, alla fine, ha ristretto la carreggiata di un paio di metri, eliminando anche alcune centinaia di parcheggi, fatto letteralmente «imbestialire» i titolari degli stabilimenti balneari e che, oggi, è rimasta incompleta e priva di collaudo, per quanto fruibile. Con quasi mezzo milione (mica bruscolini) di fondi europei i tecnici comunali hanno progettato una struttura che, per molti, somiglia molto ad un marciapiede. Della pista si è anche interessata la Digos che a metà 2014, ad opera completata, prelevò alcuni atti dal Comune per verificare, verosimilmente, la corrispondenza tra il progetto originario e quanto costruito. Adesso è vietato usarla... alle bici.

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