La Napoli più profonda riletta da Eduardo De Crescenzo
Al Teatro Jolly a Palermo il 6 marzo, e a Catania Teatro ABC 8 marzo in scena "Avvenne a Napoli", repertorio senza tempo attraverso una lettura di 20 classici, coadiuvato dal pianoforte di Julian Oliver Mazzariello
L'aspetto leggero e disincantato, la voce unico strumento possibile, l'armonia necessaria per emozionare su un palco senza emozione.
Sanremo 1981, sdoganò un ragazzo partenopeo dall'aria schietta, senza bugie, soltanto passione, la stessa che quarantadue anni dopo "Ancora", lo pone senza giacca e cravatta a cantare gli umori del repertorio classico napoletano.
Eduardo De Crescenzo, sarà sul palco del Teatro Jolly a Palermo il 6 marzo, a Catania Teatro ABC 8 marzo, portando in scena "Avvenne a Napoli", repertorio senza tempo attraverso una lettura di 20 classici, coadiuvato dal pianoforte di Julian Oliver Mazzariello.
Un progetto che viaggia nella cultura partenopea dal 1800 al 1950...
Analisi sincera, appassionata sulle mie radici, rilettura di un periodo rivoluzionario inerente alla cultura non soltanto musicale, denso di risvolti sociali, politici, spesso ridotto a fenomeno folkloristico
Difficoltà nel selezionare le venti canzoni che fanno parte nella cronologia del concerto
Non è stato facile, gli autori dei brani avevano un retroterra culturale importante, provenienza dalla classica, dall'opera, ho interpretato i vari capitoli come fossi uno di loro, adattandoli alle mie caratteristiche
Quanta passione è presente nelle vie della canzone partenopea
L'arte nasce dalla passione,dalla sofferenza, queste canzoni non fanno eccezione
La simbiosi con Julian Oliver Mazzariello
Un pianista di eccelso livello tecnico, desideravo un suono ricercato ed internazionale, la Napoli di allora era un riferimento per la cultura europea, il repertorio che canto prevalentemente nasce per piano e voce, degno della massima attenzione
La fotografia sulle numerose collaborazione avute...Franco Del Prete, Joe Amoruso, Naná Vasconcelos
Come rivedere un album di famiglia, la vita vissuta, un musicista vive l'onda dell'essere, ogni incontro prende e dà
"Avvenne a Napoli, passione per voce e piano", è anche un libro, "Storie del canzoniere napoletano", scritto da Federico Vacalebre
Non si poteva raccontare un frangente soltanto tramite il supporto audio, nonostante la storicità ed il successo mondiale, questa pagina italiana deve essere ancora raccontata per entrare nell'olimpo dei classici
La fisarmonica continua ad essere compagna sul palco
È l'estensione del mio cantare, durante il concerto arriva in un momento ben preciso, questo repertorio nacque per piano e voce raggiungendo il successo planetario, puntualizzo che nei ceti meno abbienti l'acquisto di un pianoforte era impossibile, di conseguenza la gente sceglieva la fisarmonica, inoltre doveroso sottolineare che in quella fase storica, non esisteva la musica registrata, la si doveva ascoltare mediante lo spartito.
D. Napoli ieri, oggi, domani
R. Complicato descriverne tratti e forme, bisognerebbe trovare spazio e tempo.