Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
4 ottobre 2026 - Aggiornato alle 09:20
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

Giovanni Rappazzo: il siciliano nell’ombra che diede voce al cinema

Già nel 1912 inventò il sicronismo cine-fonico. Non brevettata, la scoperta fu fatta propria dagli americani

03 Novembre 2023, 08:29

RAPPAZZO

Ci sono invenzioni che cambiano la storia del mondo, piccole e grandi svolte epocali derivati dall’intuizione di un singolo. Nel caso della storia che vi raccontiamo oggi, fu un siciliano ad avere una grande intuizione: il messinese, Giovanni Rappazzo, classe 1893, è l’inventore del film sonoro, quindi colui che rivoluzionò la cinematografia mondiale. Aveva appena diciannove anni quando gli venne l’idea della «pellicola a impressione contemporanea di immagine e suoni».

Chi è il "papà" dei film sonori

Giovanni nasce a Messina quattro anni dopo l’Eden Cinema Concerto, a fianco del viale San Martino, fra i baraccamenti del quartiere Lombardo: qui, nella cabina di proiezione, lavora Luigi, suo fratello, e qui, dove si dilettava un po’ come il bambino Totò in “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, iniziano le sue sperimentazioni. È l’estate del 1912. Una sera, mentre si proietta un vecchio film, a causa di un errore tecnico - una parte di pellicola montata al rovescio - le immagini che appaiono sullo schermo risultano capovolte, suscitando il putiferio nella sala affollata: urla, fischi, insulti, che fanno da singolare contrasto alle immagini ancora rigorosamente mute. Proprio in seguito a questo episodio gli viene in mente l’idea che i suoni e le parole possano venir fuori, direttamente, dalla stessa pellicola. Così, nella baracca-bazar “Au Bon Marché” di proprietà della famiglia, trafficando ogni notte con stoviglie e vari aggeggi di fortuna e mettendo a frutto le conoscenze scientifiche acquisite frequentando la “Regia Scuola del Comitato Veneto Trentino” (attuale Istituto Tecnico Industriale “Verona-Trento”), Giovanni inventa il cosiddetto “sincronismo cine-fonico”, eseguendo lui stesso le riprese di alcuni cortometraggi sonori, riproducenti una nave traghetto in partenza, una locomotiva a vapore sbuffante, automobili scoppiettanti e anche le voci dei pescatori di pescespada, i canti dei contadini, vari suoni della natura.

Le prime proiezioni

Nell’estate del 1913, questi brevi filmati sonori vengono proiettati nello stesso Cinema Concerto Eden. Gli spettatori rimasero stupiti, quasi non credevano a ciò che vedevano, o meglio, a ciò che udivano le loro orecchie, e qualcuno parlò, perfino, di stregoneria, di opera del demonio. Occorrerà tuttavia aspettare il 1921, e il trasferimento di Rappazzo a Genova, perché il brevetto della sua invenzione venisse depositato, senza però che la paternità dell’invenzione gli venga riconosciuta. La sua brillante scoperta non trovò mai, infatti, i finanziamenti necessari e, per mancanza di fondi, il brevetto finì per scadere e l’invenzione venne perfezionata e sfruttata dagli americani, che di fatto se ne appropriarono.
C’è da dire, però, che l’inventore siciliano, in perfetta buona fede, aveva fornito ingenuamente ad una casa cinematografica americana i suoi progetti, oltre a una pellicola sonora.

L'invenzione: l'elettrocinefono

Rappazzo continuò a proporre la sua invenzione, chiamata Elettrocinefono, sia in Italia che all’estero, suscitando anche l’interesse della stampa e degli addetti ai lavori, non riuscendo però a rinnovare i brevetti. Fu costretto così ad abbandonare il grande sogno di far nascere un’industria cinematografica tutta italiana, cosa che invece avvenne negli Stai Uniti, con i Warner e i Fox, seguiti da tutte le altre case cinematografiche hollywoodiane che svilupparono un’industria destinata ad essere la prima nel mondo.
La casa di produzione cinematografica americana Warner Bros si sbrigò a realizzare e a pubblicizzare il film sonoro “The Jazz Singer” (1926) come il primo film sonoro, attribuendosi così una paternità immeritata.

La storia del cinema muto

Ripercorrendo velocemente un po’ di storia, è bene ricordare che un tempo i film erano di breve durata e consentivano di riprodurre soltanto le immagini senza l’audio. Perciò durante le proiezioni nei cinematografi, un po’ per coprire i rumori degli spettatori e un po’ per dare un maggiore effetto alle immagini delle proiezioni, spesso venivano impiegati dei pianisti che a loro fantasia accompagnavano le immagini del film. Ma per superare gli enormi problemi che stavano dietro ad ogni singola proiezione, alcune case cinematografiche avevano deciso di distribuire insieme ai film anche i dischi su cui erano incise le colonne sonore. Ciò nonostante, tra il gracchiante grammofono vicino al telo ed il rumoroso proiettore alle spalle degli spettatori, le visioni gradevoli dei film erano ancora molto lontane.
Finché Giovanni Rappazzo… Ma la vicenda, come abbiamo visto, ricalca quella di Meucci rispetto all'invenzione del telefono. Fu l’Onu, diverso tempo dopo, a riconoscere a Rappazzo l’invenzione internazionale del “sincronismo foto-cine-fonico”, cui seguirono la cellula fotoelettrica per cinematografia e l'oscillatore foto-fonico per impressionare la colonna sonora sulla pellicola. Nel 1962 creò la prima scuola del film sonoro a Conegliano Ligure e fu autore di diverse pubblicazioni e di un documentario a colori (1977) dedicato alla nascita del cinema sonoro e all’ingrata dimenticanza da parte dell’industria cinematografica mondiale.

La lunga vita trascorsa a Messina

L’ultima parte della sua vita, sino alla veneranda età di 102 anni, la trascorse a Messina, ricevendo onorificenze come quella di Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana, nonché l’attenzione, spesso troppo episodica, della stampa nazionale e internazionale. Era il 22 marzo 1994 quando ricevette la preziosa onorificenza dell’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro. Dal 3 aprile 1995, riposa nel Cimitero monumentale di Messina, accanto all’amatissima consorte. Comunque. Il 6 ottobre del 1927 segna la data di nascita del primo film parlato della storia del cinema. Quella sera al Warners’ Theatre di New York si proietta in anteprima mondiale, “Il cantante di jazz”, diretto da Alan Crosland, un lungometraggio che al di là della sua semplicità rappresenta una pietra miliare nello sviluppo dell’industria cinematografia. Il primo attore e cantante a far sentire la sua voce sul grande schermo è Al Jolson, un artista di origini ebreo-lituane per l’occasione truccato da afroamericano. Ma fra i tanti ospiti illustri presenti alla cerimonia manca il più importante, l’italiano Giovanni Rappazzo.