2 gennaio 2026 - Aggiornato alle 20:02
×

Angelo Pisani e Katia Follesa in Sicilia con lo spettacolo comico “Ti posso spiegare”: «Sarà il pubblico a decidere il finale»

Saranno a Palermo il 5 gennaio al Teatro Golden e a Catania il 6 gennaio al Teatro Metropolitan

Simone Russo

04 Gennaio 2024, 19:59

pisani

“Ti posso spiegare” è il titolo dello spettacolo teatrale che il duo comico composto da Katia Follesa e Angelo Pisani porterà in Sicilia. Grazie alla “Agave Spettacoli” di Andrea Randazzo e alla “Savà Produzioni creative” Angelo e Katia saranno a Palermo il 5 gennaio al Teatro Golden e a Catania il 6 gennaio al Teatro Metropolitan. Gli spettacoli inizieranno alle ore 21. Uno spettacolo che promette di far ridere a crepapelle gli spettatori.

Alla fine questo matrimonio si farà o no? Per rispondere a questa domanda occorre tornare indietro al momento della proposta e da lì ripartire affrontando, in chiave comica, la questione spinosa dell’organizzazione del matrimonio con tutte le difficoltà e le tensioni che comporta.

Linterazione con la platea

«Sul palco – spiega Angelo Pisani - partiamo da dove è finito il primo spettacolo, cioè dalla mia proposta di matrimonio. In questo spettacolo ci saranno tutte le fasi che partono dal giorno della proposta fino al giorno del matrimonio, ma senza sapere se si celebrerà o meno. Il finale è volutamente lasciato aperto. Sarà il pubblico a decidere come deve finire questa storia. È uno spettacolo dove ci saranno dei momenti in cui andremo proprio ad interagire con il pubblico. Ci sarà un corpo di ballo formato da sei ballerini, che sono parte integrante degli sketch comici. È proprio uno show. Il nostro desiderio è quello di mantenere la nostra matrice di comici che improvvisano con il pubblico ed avere dei momenti di teatro comico. Ci sarà un musical dentro lo spettacolo. È un racconto che porta a questo ipotetico matrimonio, senza rinunciare all’ironia. E’ uno spettacolo auto biografico, come quello precedente».

“Ti posso spiegare” approda in Sicilia, ma che rapporto hai con la nostra Terra?

«Sono molto legato alla Sicilia, ho fatto un bellissimo lavoro con Emma Dante a Palermo, ci sono stato per un mese. Ho vissuto intensamente a Palermo e mi è piaciuta molto. Catania, purtroppo, non l’ho mai visitata, sono molto molto curioso, anche perché mia figlia si chiama Agata e non c’è miglior incontro come quello di portare lo spettacolo sul palco teatrale della città che onora Sant’Agata. Inoltre, a febbraio vorremmo portarla alla festa di Sant’Agata».

Dopo anni difficili, si ritorna a sorridere e si ritorna a vivere il teatro. Ce l’abbiamo fatta a far ritornare l’arcobaleno?

«La voglia di sorridere c’è stata, c’è e ci sarà sempre. Quello che non è automatico è che prima si aveva voglia di ridere, si guardava e si rideva. Oggi la gente tende a non guardare più, oggi, purtroppo, si abbassa lo sguardo per sopravvivere. Guardare cosa hai intorno ti porta a ridere. Si deve rialzare la testa, la risata aiuta a vivere meglio. Con la risata può alleviare il dolore e la preoccupazione. La gente ha un’idea molto chiara. Il teatro e la cultura sono dei mezzi di sostentamento, non solo per chi ci lavora ma anche perché nutrono la mente. Le uniche persone che sembrano non ricordarselo sono tutte quelle appartenenti alla classe politica, loro si dimenticano che dietro ai numeri c’è qualcos’altro. Ci sono delle persone con dei desideri. Questo rende tutto più difficile, però, proprio perché è difficile è ancora più bello».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

«Ho due sogni. Il primo è quello di poter fare uno spettacolo comico che faccia ridere chiunque, al di là della nazionalità. L’altro grande sogno è quello di potermi cimentare in dei ruoli drammatici perché sento fortemente il desiderio di esplorare quella parte non comica che c’è in me».

Cosa ti fa ridere?

«Tutto ciò che è imprevisto. Mi fa ridere molto non quello che la gente dice ma la gestualità imprevista. Dalla caduta allo scivolone. La mia, infatti, è una comicità molto di corpo».

È appena iniziato il nuovo anno, un bilancio del 2023 e cosa ti auguri per il futuro?

«Sono un privilegiato, faccio il mestiere che amo fare. Vengo pagato per farlo, quindi il bilancio è sicuramente positivo. Mi auguro di continuare a vivere serenamente e a fare arte. Continuare a vivere grazie alla mia passione che diventa un lavoro. Per il futuro mi aspetto, nel mio piccolo, di poter riuscire a fare qualcosa per rendere meno complicata la vita dei nostri figli nel domani. Sono molto preoccupato per quello che si prospetta per loro».