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Festival di Sanremo, Fiorello "lancia" il toto conduttori per il dopo Amadeus

Lo showman propone Antonella Clerici e Alessandro Cattelan, ma prende quota l'accoppiata Carlo Conti - Gerry Scotti

Carmelo Aurite

17 Febbraio 2024, 21:39

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Dopo essere stata ben rappresentata sul palco dell’Ariston la Sicilia continua a guardare con attenzione a Sanremo e al toto conduttori per l’edizione 2025 del Festival della Canzone Italiana. Le 5 edizioni con la direzione artistica e la conduzione di Amadeus sono state da record e, dopo il suo «no, grazie, preferisco fermarmi qui» sul futuro del festival - almeno per il momento, perché «Amadeus ha ancora tanta strada da fare per raggiungermi!», solo per citare il grande Pippo - in Italia si cerca già il suo successore. A rilanciare il tema è stato nella settimana appena passata il sicilianissimo Rosario Tindaro Fiorello, che in una puntata di Viva Rai 2, ha proposto come conduttori Antonella Clerici e Alessandro Cattelan.

Nonostante il buon Fiorello non sbagli mai un colpo, l’accoppiata Clerici-Cattelan appare un po' improbabile in quanto il “giovane” Alessandro pare non aver avuto ancora la grande approvazione di pubblico di RaiUno, se si considera il riscontro non proprio brillante che ha avuto con il suo show “Da Grande” datato 2021. La Clerici poi nonostante abbia dato la sua disponibilità a Fiorello, non pare rispondere ai favori dei bookmaker del mondo social.

Il dibattito aperto da Fiorello ha avuto subito un effetto domino e dal cilindro dello showbiz sono usciti come per incanto tanti nomi come possibili conduttori del post-Amadeus. Scartata pure la co-conduzione Paola Cortellesi e Laura Pausini, per gli impegni professionali del tour mondiale di quest’ultima, sarà necessario guardare oltre. Si è passato da qualche parte anche alla necessità di trovare un “Mario Draghi” dello spettacolo per traghettare il Festival verso nuovi orizzonti. In questo senso, si è parlato pure di Stefano De Martino, che ha mostrato un gran talento nel suo show “Da Natale a San Stefano” del 26 Dicembre scorso, ma forse ancora poco maturo per guidare un transatlantico come il Festival.

Si è aperto, dunque, come era facile da immaginare, soprattutto dopo gli ascolti sempre in crescita delle cinque edizioni di Amadeus, che ha saputo fare spettacolo anche con un teatro vuoto e in una situazione drammatica come quella del Covid, un bel rebus per la dirigenza Rai, da risolvere da qui alla prossima estate. Mancano quindi pochi mesi per poter programmare chi dovrà mettere in piedi un Festival degno dell’enorme successo messo insieme nell’ultimo lustro dall’architetto Amadeus, che ha saputo porre in equilibrio, sullo stesso palco, personaggi della musica come gli intramontabili e sempre verdi “Ricchi e Poveri”e nuove bombe sexy, eleganti e mai volgari, della musica italiana come Annalisa.

Per dirla alla maniera della cantante ligure, «sinceramente», la coppia che potrebbe mettere comodamente d’accordo tutti per il futuro del Festival potrebbe essere rappresentata da Carlo Conti e Gerry Scotti. Per il primo sarebbe un ritorno nella kermesse, mentre per il secondo un autentico debutto e un palcoscenico meritattissmo, consacrazione di una carriera di successi senza mai eccedere. Due personaggi questi che darebbero il giusto «colore» e «peso» ad un evento che con Amadeus è stato riportato ai fasti dell’era Baudo e che merita la giusta continuità. Se Carlo Conti in Rai gioca in casa, per Gerry Scotti occorrerebbe il beneplacito dell’amministratore di Mediaset Piersilvio Berlusconi, ma visti i trascorsi sanremesi di personaggi del biscione come Maria De Filippi non ci dovrebbe essere alcun veto da Cologno Monzese.

L’accoppiata Conti-Scotti potrebbe rappresentare, dunque, la soluzione più «comoda» per il festival, visto pure il consenso a reti unificate che negli ultimi mesi stanno riscuotendo come “artigiani della qualità” in spot che sono già diventati icona del mondo pubblicitario. Per entrambi poi la preparazione nel campo musicale e della radiofonica è già da curriculum.

Gi italiani, quindi, attendono il verdetto sulla direzione del festival «perché» come scrisse l’indimenticato maestro belpassese Pippo Caruso «Sanremo è sempre Sanremo!».