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Acireale

Martedì torna ad Aci Platani la Sfilata storica dei Re Magi

Il 6 gennaio, alle 10 verrà riproposta in piazza IV Settembre dopo tre anni di assenza, rinnovata nello spirito ma fedele alle sue radici storiche e simboliche

04 Gennaio 2026, 12:58

Martedì torna ad Aci Platani la Sfilata storica dei Re Magi

Il conto alla rovescia è quasi terminato. Il 6 gennaio, alle 10, tornerà ad Aci Platani (piazza IV Settembre), dopo tre anni di assenza, rinnovata nello spirito ma fedele alle sue radici storiche e simboliche la Sfilata storica dei Re Magi. Si tratta della 31ª edizione e, come sempre è stata, sarà una delle manifestazioni natalizie più rappresentative dell’entroterra acese.

Quest’anno la sfilata assume un significato particolarmente rilevante. La prima edizione risale al 1991, nata da un’intuizione di Orazio Barbarino, con l’obiettivo di dare forma a una rievocazione capace di unire tradizione, fede e identità comunitaria. La sfilata storica affonda le sue radici nel vivace fervore apostolico che ha caratterizzato la vita della comunità platanese in quel particolare periodo storico.

L’organizzazione è oggi affidata a tre giovani del territorio Riccardo Vitale, Simone Adornetto e Giuseppe Oliveri che, dopo aver curato lo scorso aprile la rappresentazione della Passione e Morte di Cristo, si sono nuovamente messi al servizio della comunità per riportare in vita uno degli appuntamenti più attesi del periodo natalizio. I tre, grazie alla sapiente guida del parroco Don Sebastiano Leotta, hanno voluto rilanciare l’importante evento, contribuendo a rinnovarlo e ad arricchirlo di numerose novità. Il tema scelto per questa edizione è la “Fuga in Egitto”, episodio evangelico che non viene proposto solo come momento della storia della nascita di Gesù, ma come chiave di lettura profondamente attuale. La fuga della Sacra Famiglia diventa simbolo universale di chi, ieri come oggi, è costretto ad abbandonare la propria terra per sfuggire alla violenza, alla persecuzione e alla povertà. Parallelismo che richiama la condizione dei profughi e dei migranti contemporanei, invitando lo spettatore a una riflessione.

Andrea Cataldo