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Spettacoli

Ragusa, Marco Manera torna alla prosa con ironia e intensità

Sul palco del teatro Donnafugata oggi e domani Parisea in scena: è il monologo che trasforma il sogno di un ragazzo siciliano in specchio del presente

Giorgio Liuzzo

17 Gennaio 2026, 07:24

Ragusa, Marco Manera torna alla prosa con ironia e intensità

Marco Manera oggi e domani sul palco del teatro Donnafugata

Siamo abituati a vederlo sorridere, osservare il mondo con ironia, misurare il tempo comico con precisione. Oggi 17 e domani 18 gennaio, però, Marco Manera salirà sul palco del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla in una veste diversa, forse meno nota ma autenticamente sua: quella dell’attore di prosa. È questo il motivo per cui «Parisea» incuriosisce e chiama a teatro: scoprire che cosa accade quando un interprete “solitamente” comico torna alle origini, rimettendo al centro la parola, il racconto, l’intensità.

«Parisea» chiede allo spettatore di guardare Manera con occhi nuovi e di seguirlo in un percorso più profondo, dove l’ironia non scompare ma cambia funzione. «È un ritorno alle mie origini di attore, un ritorno alla prosa – racconta Manera invitando il pubblico a teatro – ma sempre con uno sguardo ironico, sornione. Non è uno spettacolo di intrattenimento comico fine a se stesso. Nella prima parte uso comunque una chiave ironica, poi, quando le cose si complicano, ci facciamo più seri per riflettere insieme».

La trasformazione graduale del tono è uno dei punti di forza del lavoro. La storia affonda le radici nei primi del Novecento, in un piccolo paese dove manca tutto: lavoro, acqua, servizi, prospettive. Condizioni che potremmo credere relegate al passato e che invece risuonano con allarmante attualità.

«Sono quelle piccole storie che poi fanno la Storia con la S maiuscola», spiega Manera. Al centro del racconto, un fatto realmente accaduto: il sogno di un quattordicenne che immagina di costruire, accanto al suo paese, una città nuova, dotata di ciò che non c’è. Visione ardita, paradosso solo in apparenza. «Quel ragazzino è esistito davvero, in Sicilia, e forse aveva ragione», sottolinea l’attore.

Una fotografia che parla al presente: carenza di lavoro e servizi, assenza di prospettive, l’idea di dover partire per costruirsi un futuro altrove. «Forse nemmeno così paradossale – osserva Manera – perché la contemporaneità, purtroppo, ci ha dato ragione».

Nel cuore della messinscena, un monologo segna un cambio netto di registro: la leggerezza iniziale lascia spazio a una narrazione più intensa, che pretende ascolto e partecipazione emotiva. È qui che emerge l’attore di prosa, meno familiare al pubblico televisivo ma centrale nel suo percorso artistico.

«Recupero tecniche che abitualmente non utilizzo – racconta Manera – ma la comicità ha un pregio straordinario: è un mezzo potentissimo per far passare messaggi importanti. In fondo, anche quando faccio teatro comico, il mio stile nasce dalla prosa».

Non una deviazione, dunque, ma un ritorno consapevole: un cerchio che si chiude. Per questo «Parisea» merita di essere visto: per la storia che offre e, soprattutto, per l’occasione di scoprire o riscoprire Marco Manera in una chiave più intensa e spogliata, lontana dalle etichette. Un invito a lasciarsi sorprendere e ad assistere a un rientro alle origini che sul palcoscenico diventa atto di maturità artistica.

La pièce inaugura nel nuovo anno la stagione del Teatro Donnafugata, diretta da Vicky e Costanza DiQuattro, proseguendo il percorso culturale avviato con il festival «Ragusa dietro il Sipario».