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Accademia Italiana della Cucina di Enna

Quando la cucina diventa cinema: ad Enna il cibo che racconta memoria e identità

Piatti, immagini e memorie che intrecciano identità, migrazioni e comunità

Redazione Enna

20 Gennaio 2026, 10:43

Quando la cucina diventa cinema: ad Enna il cibo che racconta memoria e identità

Nel Salone della Camera di Commercio di Enna, la cucina è diventata cinema e il cinema è tornato a essere memoria: con l’incontro “La Cucina Italiana e la Settima Arte. Il cibo al cinema, racconti di vita, emozioni e cultura” la città ha ospitato un appuntamento capace di intrecciare linguaggi e sensibilità diverse, mostrando come un gesto quotidiano – preparare, servire, condividere un piatto – possa trasformarsi in racconto collettivo, identità e visione.

A promuovere e organizzare l’iniziativa è stata l’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Enna, in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Enna e con il patrocinio della Camera di Commercio di Palermo ed Enna e dell’Università di Messina: un’alleanza tra istituzioni che ha dato sostanza a un dialogo culturale concreto, seguito da un pubblico attento e partecipe.

A firmare l’impianto e la visione dell’evento è stata Marina Taglialavore, delegata della Delegazione ennese, che nel suo intervento ha richiamato il valore della cucina come espressione culturale complessa: non semplice nutrimento, ma deposito di identità, memorie, rituali e relazioni sociali. Taglialavore ha evidenziato come il cinema – e in particolare quello italiano – abbia saputo cogliere questa ricchezza, facendo del cibo un codice narrativo: spazio della famiglia e della comunità, luogo dell’attesa e del silenzio, gesto minimo che diventa emozione condivisa.

Dopo i saluti istituzionali, il confronto è entrato nel merito con l’intervento del prof. Vincenzo Cicero (Università di Messina), che ha proposto una lettura puntuale del rapporto tra cucina e narrazione audiovisiva, soffermandosi anche sulla serie The Bear. Cicero ha messo in luce come, soprattutto nei contesti migratori, la cucina assuma un ruolo decisivo nella costruzione dell’identità: tradizioni percepite come “italiane” all’estero – spesso rielaborate, talvolta persino inesistenti nella stessa forma nel luogo d’origine – raccontano il bisogno di riconoscersi come comunità, tra nostalgia, appartenenza e memoria.

A seguire, Beppe Manno, direttore artistico della DOC – Rassegna itinerante del cinema d’autore in Sicilia, ha guidato il pubblico in un percorso tra film e sequenze del cinema italiano in cui il cibo emerge come presenza discreta ma determinante. La sua riflessione è stata un invito a “gustare” le immagini, riconoscendo nel cibo un archivio di gesti e abitudini capace di dare forma al nostro immaginario: perché ciò che si cucina e ciò che si mangia, spesso, racconta più di quanto si dica.

In chiusura, l’intervento di Loredana Trovato (Università di Messina) ha acceso i riflettori su storie meno note dell’emigrazione italiana in Québec, mostrando come piatti, ingredienti e pratiche alimentari diventino strumenti di resistenza culturale. In questa prospettiva la cucina si fa archivio intimo di dialetti, rituali domestici e valori familiari: segni che attraversano oceani e generazioni e che il cinema, ancora una volta, sa raccogliere e restituire.

A coordinare i lavori è stato il prof. Pietro Colletta, presidente della Società Dante Alighieri – sezione di Enna, che ha moderato gli interventi favorendo un dialogo fluido tra relatori e pubblico, valorizzando i diversi contributi e tenendo insieme i fili di un tema tanto quotidiano quanto profondamente culturale.

Tra immagini, racconti e sapori evocati, l’incontro ha confermato che la cucina può essere un racconto silenzioso e potente: quando entra nell’inquadratura, non è mai un semplice dettaglio scenico, ma una traccia identitaria, una testimonianza, un modo di abitare il mondo. Da Enna, dunque, un invito a leggere il cibo non solo come nutrimento, ma come narrazione: un percorso che lascia segni e apre nuove strade di approfondimento.