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«Agnus Dei», il film del regista italiano Massimiliano Camaiti nella selezione ufficiale del festival francesce Fipadoc
Il debutto documentario segue il rito degli agnelli nel monastero di Santa Cecilia in Trastevere
Il film Agnus Dei del regista italiano Massimo Camaiti sarà incluso nella selezione ufficiale delFIPADOC – Festival International du Film Documentaire di Biarritz. Il festival presenta ogni anno una selezione di circa cento opere provenienti da tutto il mondo, tra lungometraggi, cortometraggi e titoli pensati per la televisione o le piattaforme digitali. La manifestazione mira a promuovere racconti per immagini originali e di alto profilo, a favorire il confronto tra professionisti del settore e a sostenere la diffusione internazionale di documentari ancora poco conosciuti.
In questo quadro, Camaiti sceglie di immortalare un rito antichissimo della spiritualità romana. Nel Monastero di Santa Cecilia in Trastevere, due agnelli appena nati vengono ogni anno ornati, benedetti e affidati alle monache, in particolare a una religiosa che li segue con sollecitudine quasi materna. La loro presenza ha uno scopo preciso: dalla lana sarà tessuto il pallio che il Papa indosserà il 29 giugno, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma.
Nel 2025, durante lo svolgersi del rito, Papa Francesco si ammala improvvisamente. Eppure nemmeno l’irrompere della Storia incrina la continuità del gesto: alla notizia della morte del Pontefice, la vita del monastero si arresta solo per poche ore, per poi riprendere invariata, come accade da secoli.
La macchina da presa di Camaiti accompagna i due agnellini dalla nascita fino al compimento della tradizione, restituendo la solennità e la quiete che solo un chiostro nel cuore della Città Eterna sa emanare.
«La scoperta di questa tradizione è avvenuta per caso, mentre camminavo davanti alla Basilica di Santa Cecilia a Trastevere», racconta il regista. «Vedere due agnelli ricoperti di fiori, festeggiati con entusiasmo dalle monache prima di essere benedetti da un prete, è stata una sorta di rivelazione».
Agnus Dei segna l’esordio di Camaiti nel documentario, dopo un percorso già riconosciuto come sceneggiatore e autore di corti. Nel 2025 è stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Biennale College Cinema dedicata ai talenti emergenti.
Ha fatto tappa anche ad Alice nella Città — sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma rivolta agli esordi e alle nuove generazioni — nella stessa annata, ed è stato selezionato per la XXIX edizione del Tertio Millennio.
A conferma del suo rilievo nel panorama odierno, Agnus Dei ha ricevuto da doc.it il riconoscimento come Miglior Documentario dell’Anno. L’ingresso nella selezione ufficiale del FIPADOC costituisce un ulteriore sigillo per il lavoro di Camaiti e della sua squadra: un’opera che si impone tra le più significative della stagione, anche oltre i confini nazionali. Un progetto che celebra la forza dei riti e della cura, là dove tutto può apparire minimo o periferico, invitando a rallentare per sintonizzarsi su un ritmo diverso.