Cinema
"Sinners - I peccatori" fa la storia agli Oscar: con 16 candidature supera Titanic e La La Land
Duello serrato con una "Battaglia dopo l’Altra", exploit internazionale e clamorose esclusioni alla notte delle stelle, in programma il 15 marzo con il comico Conan O'Brien di nuovo sul palco
Sinners - I Peccatori ha fatto oggi la storia degli Oscar: con un record assoluto di 16 candidature ottenuto anche grazie alla nuova categoria del casting, l’horror politico di Ryan Coogler ha polverizzato il record di Titanic e La La Land finora alla pari con 14 nomination. La notte delle stelle, in programma il 15 marzo con il comico Conan O'Brien di nuovo sul palco, si preannuncia un duello serrato.
Alle spalle di Coogler c'è, con 13 candidature, Una Battaglia dopo L’Altra, la dark comedy di Paul Thomas Anderson (candidato anche per la regia e le interpretazioni di Leonardo DiCaprio, Teyana Taylor, Benicio Del Toro e Sean Penn) in una edizione dei premi sempre più internazionale: due produzioni non in inglese - il brasiliano L’agente Segreto di Kleber Mendonça e il norvegese Sentimental Value di Joachim Trier - sono in corsa nella top ten più prestigiosa, quella per il miglior film.

I Peccatori, ambientato nel Mississippi razzista del 1932, è in gara per il miglior film, la recitazione (Michael B. Jordan, Wunmi Mosaku e Delroy Lindo), la regia e la miglior sceneggiatura originale (Coogler), oltre a colonna sonora, canzone originale, fotografia, scenografia, costumi, sonoro, montaggio, trucco e acconciature, casting ed effetti visivi. Le 13 nomination di Una Battaglia dopo L’Altra rappresentano un’ipoteca pesante sui premi per la Warner che ha totalizzato 30 candidature complessive mentre è in corso il duello sul suo futuro tra Netflix e Paramount. Sempre a livello di produzioni, Neon è a 18, Netflix è arrivata a quota 16, seguita da Focus Features (Universal) con 13 e A24 (11).
Tra i film, Frankenstein di Guillermo Del Toro, Marty Supreme di Josh Safdie e Sentimental Value hanno portato a casa nove candidature a testa, mentre lo shakespeariano Hamnet di Chloé Zhao (in gara anche per la regia dopo aver vinto con Nomadland nel 2021) si è fermato a otto.
La sorpresa clamorosa è stata l’esclusione di Wicked - Parte 2 a solo un anno di distanza dal primo film che aveva ottenuto dieci nomination e due vittorie.
I grandi esclusi per la regia sono Del Toro e l’iraniano Jafar Panahi. Tra gli attori Paul Mescal è stato snobbato a differenza della sua costar di Hamnet Jessie Buckley, mentre Chase Infiniti di Una Battaglia dopo L’Altra è stata penalizzata dalla scelta di candidarla tra le migliori protagoniste per far spazio nella categoria secondaria a Teyana Taylor.
A 30 anni appena compiuti Timothée Chalamet è diventato il più giovane attore a ottenere tre nomination nell’arco della carriera: se vincerà per Marty Supreme sarà il più giovane dopo Adrien Brody che all’epoca de Il Pianista ne aveva 29.
Anche una volta i film internazionali hanno ottenuto ottimi risultati con un record di quattro attori in gara che hanno recitato in lingue diverse dall’inglese: Inga Ibsdotter Lilleaas, Renate Reinsve e Stellan Skarsgård per Sentimental Value e Wagner Moura per L’agente Segreto; il precedente primato di tre risaliva al 1976 (Marie-Christine Barrault, Giancarlo Giannini e Liv Ullmann).
Con Familia di Francesco Costabile escluso dalle shortlist e i due corti Eiru e Playing God dei bolognesi Matteo Burani e Giovanna Ferrari non entrati in cinquina, ha un sapore italiano il riconoscimento alla canzone Sweet Dreams of Joy dal documentario Viva Verdi! sulla casa di riposo per artisti d’opera a Milano. Il brano interpretato dalla soprano Ana Maria Marinez corre contro Dear Me dal documentario Diane Warren: Relentless; Golden dal film animato KPop Demon Hunters; I Lied To You da I Peccatori e Train Dreams dall’omonimo film.