Attualità
E se fosse Jurassic park? Un rettile marino di 230 milioni di anni fa in mostra a Comiso
E' un esemplare del Triassico alto circa due metri
Il fossile di notosauro
Al Museo di Storia Naturale di Comiso è in corso la rassegna “Dinosauri al museo”, visitabile fino al 25 gennaio, che offre al pubblico un’immersione nel mondo dei fossili dell’era dei dinosauri.
Tra i pezzi di maggiore rilievo spicca un Notosauro, rettile marino del Triassico, lungo circa due metri. Il reperto, parte della collezione privata della Mondial Granit di Chiaramonte Gulfi, è stato concesso in prestito all’istituzione comisana.
“Il Notosauro è un rettile marino del Triassico – spiega il direttore scientifico del Museo, Gianni Insacco – sicuramente è una specie nuova, che andrebbe opportunamente studiata e catalogata, un reperto di straordinario significato scientifico”.
L’esemplare proviene dalla regione di Xingyi, in Cina, ed è riferito al Ladinico, Triassico medio (237-228 milioni di anni).
Secondo Insacco, si tratta di un animale semi-acquatico, dotato di lunga e robusta coda per il nuoto e capace di sostare sulla terraferma; aveva muso allungato e denti sottili e appuntiti, adatti alla predazione dei pesci.
“Visse nel periodo triassico, ed era lungo circa 3 metri”, aggiunge il direttore, ricordando come “il Triassico (230-180 milioni di anni fa) è il primo periodo dell’Era Mesozoica”, fase in cui la fratturazione della Pangea, l’innalzamento del mare e l’abbondanza di ammoniti, pesci e cefalopodi favorirono il rapido sviluppo dei rettili marini.
Lungo le coste settentrionali, dall’Europa alla Cina, e su quelle meridionali, dalla Tunisia all’India, prosperarono i Notosauridi, “tra cui il Nothosaurus che possedeva zampe palmate e vertebre caudali che denotavano la presenza di una lunga pinna dorsale adatta per il nuoto. Le mascelle erano lunghe e ornate di numerosi denti acuminati”.
Il Notosauro in mostra è uno dei cinque fossili di grande pregio esposti nell’allestimento comisano.
“Questo esemplare di Notosauro è una specie nuova, ancora da studiare – sottolinea Giovanni Leonardo Damigella, amministratore unico della Mondial Granit – È uno dei nostri fossili di pregio: insieme ad altri reperti, è esposto nella sala conferenze della nostra sede di Chiaramonte Gulfi. Siamo stati lieti di metterlo a disposizione del Museo di Storia Naturale di Comiso, il più grande museo del meridione d’Italia e della Sicilia, inserendolo così all’interno di un viaggio nella storia naturale del nostro pianeta che inizia milioni di anni fa e arriva fino ai nostri giorni. È importante dare il nostro contributo alla cultura e il museo di Comiso, in questo settore, ha un primato ineguagliabile”.