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giorno della memoria

Il palermitano Vincenzo Ferrera: "Il mio medico coraggioso che salvò gli ebrei"

Oggi e domani su Rai1 la miniserie "Morbo k", il finto virus inventato per evitare la deportazione

27 Gennaio 2026, 09:38

13:42

Il palermitano Vincenzo Ferrera: "Il mio medico coraggioso che salvò gli ebrei"

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In occasione della Giornata della Memoria, il 27 e il 28 gennaio 2026 arriva in prima serata su Rai 1 la miniserie Morbo K - Chi salva una vita, salva il mondo intero. La miniserie in due serate, con la regia di Francesco Patierno - coproduzione di Rai Fiction-Fabula Fiction-Rai Com -, racconta uno degli episodi più incredibili e meno conosciuti della Resistenza italiana: quando un gruppo di medici dell’ospedale sull'Isola Tiberina, a due passi dal ghetto, inventò una malattia fittizia e altamente contagiosa, il Morbo di K (come Kappler), riuscendo così a salvare decine di ebrei dalla deportazione.
«Se in quegli anni avrei avuto il coraggio di compiere un atto coraggioso come quello del medico Pietro Prestifilippo, l'assistente del primario? Sinceramente non lo so, ma quello di cui oggi sono certo, è che, con tutte le informazioni che abbiamo a disposizione, al contrario del '43, è che qualsiasi tipo di guerra è sempre deleteria, qualsiasi essa sia, come l'odio da parte di ogni tipo di oppressore». Parola di Giacomo Giorgio, 27 anni, tra i protagonisti della serie insieme al siciliano  Vincenzo Ferrera. Soggetto e sceneggiatura sono firmati da Peter Exacoustos che sottolinea come «questo prodotto non sia un documentario: ci sono delle parti romanzate come la storia d’amore, che rappresenta tutti i giovani come Silvia Calò». A chi fa notare che nella miniserie al momento dei rastrellamenti ci sono solo i tedeschi fanno loro solo la parte dei cattivi, ribadisce con forza lo sceneggiatore: «Non potevamo fare un documentario storico in due puntate, volevamo parlare di questa storia di coraggio e non conosciuta soprattutto dai giovani, oggi più attuale che mai».


Nel cast Marco Fiore (Marco Calò), Dharma Mangia Woods (Silvia Calò), Christoph Hulsen (Colonnello Kappler), Falvio Furno (dottor Vittorio Sorani) e Fabrizio Sabatucci (Giacomo Calò). Con la partecipazione del compianto Antonello Fassari (nel ruolo di Nonno Moisè). Tra le famiglie ebree care al direttore, c'è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia, interpretata da Dharma Mangia Woods, si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo (Giorgio), giovane assistente del professor Prati, che ricambia il suo sentimento, malgrado sia già promesso sposo a un’altra ragazza per volere familiare. La morsa sugli ebrei romani del ghetto, intanto, si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre il professor Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga. Il 16 ottobre del 1943, i cinquanta chili d’oro sono già nelle casse dei nazisti, ma Kappler ordina lo stesso il rastrellamento degli ebrei del ghetto contravvenendo così alla parola data. Il destino di Silvia, Pietro e del professor Prati si consumerà nelle ultime drammatiche ore prima che quel treno lasci Roma.


L'attore palermitano Vincenzo Ferrera che interpreta il professor Prati tiene a ringraziare il regista e i produttori per avergli dato la possibilità di interpretare questo ruolo: «Mio padre era un medico ed io ho avuto l’onore di indossare un camice, per giunta di un uomo coraggioso e straordinario. Quando lui è morto ero sul set e stavo girando una scena particolarmente intensa». Per quanto riguarda l’attualità Ferrera dice: «tutto quello che sta accadendo nel mondo mi lascia sgomento ogni giorno».