28 gennaio 2026 - Aggiornato alle 07:06
×

Rai 1

La cattura di Matteo Messina Denaro in una fiction tv: il lavoro del Ros, il sacrificio umano degli investigatori e un cast d'eccezione

La ricostruzione dei mesi che hanno portato all'arresto della Primula rossa con l'interpretazione di Lino Guanciale

27 Gennaio 2026, 17:22

22:13

La cattura di Matteo Messina Denaro in una fiction tv: il lavoro del Ros, il sacrificio umano degli investigatori e un cast d'eccezione

La fiction ripercorre i mesi che hanno anticipato l’arresto di Matteo Messina Denaro, il boss fantasma di Cosa nostra, latitante per quasi trent'anni grazie a una fitta rete di complici, che è stato arrestato mentre si trovava alla clinica «La Maddalena» di Palermo. A due settimane dall’anniversario dell’arresto del boss mafioso - avvenuta il 16 gennaio del 2023 - arriva su Rai 1 il 3 e il 4 febbraio «L'Invisibile - La cattura di Matteo Messina Denaro», diretta da Michele Soavi. A interpretarla, un cast d’eccezione: Lino Guanciale nei panni del Colonnello responsabile della cattura; Levante - al secolo Claudia Lagona che interpreta sua moglie Maria; Leo Gassmann, nel ruolo di un esperto della squadra investigativa. È affidato a Ninni Bruschetta, invece, il ruolo del capo mafioso, superlatitante «Iddu» e «U siccu». L’idea della serie, articolata in due serate e realizzata da CamFilm in collaborazione con Rai Fiction, è di Pietro Valsecchi. Sia Levante che Gassmann, come noto, sono anche tra gli artisti in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo rispettivamente con il brano «Sei tu» e con «Naturale».

La miniserie è stata presentata dai protagonisti (assente Ninni Buschetta per altri impegni) nella sede Rai di via Alessandro Severo. La direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati ha fatto notare come «il fulcro della fiction è lo Stato che combatte. Io non sapevo il come si è riusciti a catturarlo e ho scoperto cose clamorose grazie alla serie. Questo è un racconto civile che è nel solco del servizio pubblico».

Guanciale torna protagonista di una nuova fiction di Rai1, dopo il successo di critica e di ascolti per la terza stagione di «Il commissario Ricciardi» e presta il volto a Lucio Gambera, personaggio ispirato a Lucio Arcidiacono, Colonnello della squadra del Ros dei Carabinieri che concentra tutti i suoi sforzi sulle indagini che porteranno alla cattura del boss: «Ringrazio i rappresentati dell’Arma che ci hanno fatto da consulenti durante le riprese, il loro aiuto è stato fondamentale a livello professionale ed umano. Non abbiamo girato semplicemente una serie, ma abbiamo sentito la responsabilità di raccontare un evento storico così importante ancora vivo nella nostra memoria, portando in scena uomini e donne che realmente mettono a rischio le loro vite e le loro relazioni».

Quindi ha aggiunto: «Il progetto mi ha interessato subito, spero che il pubblico capisca quanto i protagonisti debbano lottare su due fronti, quello lavorativo ed il privato, nel tentativo di far conciliare i due aspetti e riuscire a passare del tempo con gli affetti». In merito a punti di contatti fra Gambera ed il commissario Ricciardi? «Sono storie ed esperienze diverse ma entrambi sono uomini di legge con un grande senso di responsabilità morale. Ricciardi è un personaggio di fantasia, il bello di Gambera è che fa capire a tutti noi che queste persone eccezionali esistono veramente».

Levante, invece, è Maria, la moglie del protagonista: «ringrazio Pietro Valsecchi quando mi ha chiamata, io che non avevo mai recitato. Poi in questa storia, mi ricordo ancora della cattura di Denaro, ho pianto in quell'occasione. Il set è in fondo un altro palco, mi ha insegnato tanto. Lavorare alla fiction è stato potente, ho dovuto approcciare al lavoro in un modo differente. Maria è la parte emotiva di Lucio, sono il lavoro a casa e durante il film c'è una continua tensione per cercare di tenere tutto unito. Per fortuna, e per impegno, va tutto nel verso giusto. Recitare in futuro? Mi piacerebbe farlo, ma preparandomi e studiando».

Leo Gassmann (che abbiamo visto tra l’altro cimentarsi da protagonista nella fiction Rai Califano) è Rem, un esperto di radio e intercettazioni, che fa parte del team investigativo. L'artista: «Si tratta di un personaggio realmente esistito. Soavi mi ha insegnato tante cose, spesso mi ha rimproverato ma questo set è stato meraviglioso». Tra gli aneddoti: «Quando ho preso una pistola in mano per la prima volta, pensavo di sapere come tenerla, Soavi mi ha detto sei pazzo così ti spari su un piede, mi ha spiegato come si impugna, era finta ovviamente».

In merito alla scelta di narrare i motivi che hanno portato Matteo Messina Denaro a rimanere latitante per 30 anni, risponde Valsecchi: «Nella serie c'è tutto l’arco narrativo della squadra. Il boss mafioso, quando lo hanno preso, non ci credeva: era convinto che qualcuno avesse parlato, perché la sua libertà era difesa da una parte molto omertosa del paese invece c'è stata un’attività investigativa negli ultimi mesi incredibile».