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Rai Radio2

Fiorello ospita il siracusano TonyPitony a "La pennicanza"

"Se fossi in gara a Sanremo, ti chiamerei subito nella serata delle cover" (forse ci sarà con Ditonellapiaga). L’appello per aiuti in favore delle zone colpite dal ciclone Harry

27 Gennaio 2026, 20:56

Fiorello ospita  il siracusano TonyPitony a "La pennicanza"

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Nuova puntata de “La Pennicanza”, il programma condotto da Fiorello insieme a Fabrizio Biggio, in onda dal lunedì al venerdì alle 13:45 su Rai Radio2, RaiPlay e sul canale 202 del digitale terrestre: novità di oggi è stata la sigla cantata da Max Pezzali, accolta con entusiasmo dal pubblico in studio e da casa.

La Pennicanza apre con una richiesta di aiuto da parte di Fiorello: “L’anteprimanza de La Pennicanza è dedicata, come sempre, allo stesso tema. Ieri sono stati stanziati 300 milioni di euro per tutto il Sud: Sicilia, Sardegna e Calabria. A dire il vero mi sembrano un po’ pochi, spero che vengano fatte stime più realistiche. Inoltre, la Regione Sicilia ha attivato un Iban per le donazioni: lo trovate sui miei social. Donate quello che potete, anche un euro può fare la differenza”.

Il cuore della puntata è dedicato a TonyPitony, talento misterioso e fuori dagli schemi: “In questo piattume musicale che affligge la scena italiana, a illuminare tutto con la sua genialità arriva TonyPitony. Nessuno sa come si chiami davvero, nessuno ha mai visto il suo volto. Dicono che i suoi testi siano grevi… ma l’arte è arte”. Fiorello chiama Tony, per la prima volta in Rai: “Non mi rendo conto del successo, e meno male. In questo momento sono a casa a Londra e sto leggendo ‘Le 9999 foto dei piedi’: in realtà non esiste, è un libro che prima bisogna scrivere e poi leggere”. E continua: “La sigla del FantaSanremo è merito del signor Papalina, che ha avuto fiducia in me". "Ma tu ci andresti a Sanremo, sul palco?", lo ha incalzato Fiorello. "No!", ha risposto l’artista, salvo poi tornare sui suoi passi: "In realtà è una gag… si vedrà… vi farà ridere…". Fiorello rilancia: “Tony chiude i suoi concerti con My Way: il punto di arrivo della mia carriera sarà proprio duettare con te sulle note di My Way”. E poi, lo showman rilancia: “Se io fossi un cantante in gara a Sanremo, ti chiamerei per il duetto nella serata delle cover”. E la telefonata si chiude simbolicamente con un vero duetto tra i due. Qualche ora dopo, arriva la notizia che al prossimo Festival dovrebbe arrivare anche, come una scheggia impazzita, il cantante, originario di Siracusa, mascherato da Elvis Presley, diventato virale sul web per i suoi testi diretti e sessualmente molto espliciti che provocano, puntando sul trash. Autore della sigla del Fantasanremo, 'Scapezzolate', TonyPitony potrebbe apparire nella serata del venerdì dedicata alle cover nella performance di Ditonellapiaga. 

Tornando alla "Pennicanza" non mancano le incursioni telefoniche del Presidente Fico: “Buongiorno, sono il presidente della Regione Campania. Scusate, ma la costiera cilentana è in Campania, giusto? E scusate ancora: in Campania non ci sono anche la costiera amalfitana e quella sorrentina? Quindi sono tre… giusto? Segnale. Ma quella amalfitana è quella dove c’è anche Amalfi?”. Arriva poi un’altra chiamata: “Ma la mozzarella di bufala più buona si trova a Battipaglia o a Paestum? Il caseificio Vannulo dite? Con la V di Vesuvio?”. Ultima chiamata: “Buongiorno sono il Presidente della Regione Campania Roberto Fico, Vannulo? Ah no, ho sbagliato numero”

Infine, la chiamata con Papa Leone: “Cari fedeli, buongiorno. Visiterò cinque parrocchie di Roma e sto adeguando il mio linguaggio per arrivare al cuore dei romani. Quando la Messa finisce, invece di dire 'andate in pace', dirò: 'se beccamo'. Cosa ne penso del vescovo di Alessandria? Un vescovo non dovrebbe avere una Tesla, ma una macchina più consona, per esempio una San-dero. La Tesla può essere usata in modo un po’ peccaminoso… ‘Tesla di…’. Il Camerlengo? Lui ha una Panda.". Continua poi: "I dipendenti del Vaticano non vogliono lavorare la domenica, ma la domenica è il nostro giorno! E poi si lamentano perché, quando facciamo una gita, li portiamo sempre a Lourdes. E dove volevano andare? Ad Amsterdam? Noi non chiamiamo la retromarcia così: la chiamiamo “vade retro”. Un saluto a tutti voi”.

Ancora una volta “La Pennicanza” si conferma capace di trasformare cronaca, musica e costume in uno spettacolo imprevedibile e irresistibile. ‎