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cinema

"L'agente segreto", anomalo thriller politico brasiliano che guarda agli Oscar

Nel film, con protagonista Wagner Mour, la dittatura brasiliana anni '70

27 Gennaio 2026, 21:17

film l'agente segreto

Un thriller di matrice politica, venato di grottesco, più interessato a interrogare la memoria del Brasile degli anni Settanta che a soddisfare i codici dello spy movie. Al centro non c’è una spia fascinosa e infallibile, ma Marcelo (Wagner Moura), un uomo qualunque costretto alla clandestinità. È questa la cifra di "L’agente segreto" di Kleber Mendonça Filho, presentato in concorso a Cannes 2025, dove ha conquistato il premio per la miglior regia e per la miglior interpretazione maschile. Forte di due Golden Globes, il film è ora candidato agli Oscar in quattro categorie: miglior film, attore protagonista, film internazionale e casting. In sala dal 29 gennaio con FilmClub Distribuzione e Minerva Pictures. Ambientato sotto una feroce dittatura militare, il racconto segue Marcelo, agente sotto copertura disincantato, che nel tentativo di scrollarsi di dosso un passato enigmatico lascia San Paolo per Recife. Spera di trovare quiete, ma scopre una città travolta dal Carnevale e tutt’altro che un rifugio: è sorvegliato dai vicini e due sicari sono stati ingaggiati per eliminarlo. In un Brasile divorato dalla corruzione, tra sparizioni misteriose e omicidi a ogni ora, la violenza è quotidiana.

Con improvvise incursioni pulp e horror — un cadavere abbandonato nel piazzale di un distributore di benzina, una gamba pelosa recisa di netto — la vicenda scivola tra situazioni grottesche fino a un epilogo intriso di sangue e privo di speranza. Mendonça Filho, autore di Bacurau e Aquarius, ha dichiarato a Cannes di aver voluto “esplorare come gli individui operano all’interno di un sistema oppressivo, come resistono o si sottomettono”. Girato tra Recife e San Paolo nella primavera del 2024, il film pone grande attenzione alla restituzione dell’atmosfera di quel regime, con l’obiettivo di trasmettere agli spettatori l’angoscia dei protagonisti: “Ci si immerge in un periodo in cui i muri avevano orecchie e dove ogni mossa poteva essere sospetta”. E ancora: “Ogni volta che dicevo che il film sarebbe stato ambientato nel 1977, la prima parola che usciva era ‘dittatura’. La sfida era fare un film che parlasse della logica di quel periodo senza spuntare troppo tutte le caselle tipiche del genere. Non sono contro quei film. Anzi, recentemente ce n’è stato uno molto forte e bello nel cinema brasiliano, ‘Io sono ancora qui’ di Walter Salles, che ha avuto un grande impatto su molti giovani che non erano nemmeno consapevoli di quel momento storico. Ma il mio film è più legato all’atmosfera, ai fumi dell’epoca”.

Nel cast, accanto a Moura, spiccano Gabriel Leone (Ayrton Senna nella serie biopic Senna; Ferrari) e Maria Fernanda Cândido (Il traditore). Oltre ai riconoscimenti già ottenuti e alle candidature agli Oscar, L’agente segreto ha raccolto ampi consensi dalla critica internazionale, toccando punte elevatissime su aggregatori come Rotten Tomatoes e Metacritic e figurando tra i titoli più elogiati dell’anno. Memorabile la battuta dello stesso Marcelo sulla stagione della dittatura: “In quegli anni bastava sapere qualcosa per diventare colpevoli”.