L'omaggio
Concerto in onore di Sant'Agata al Teatro Massimo Bellini
Domenica 1 febbraio prime mondiali di Macrì, Serra e Casale tra devozione popolare e linguaggi contemporanei
Luciano Maria Serra, compositore
Custode di una devozione antica, stratificata nel tempo e profondamente radicata nell’identità della città, il Teatro Massimo Bellini rinnova anche quest’anno l’omaggio alla memoria del Martirio di Sant’Agata con un concerto sinfonico-corale di intenso valore simbolico e artistico. Un gesto che si fa rito civile e culturale, riaffermando il legame inscindibile tra Catania e la sua Patrona, nel segno di una tradizione che continua a vivere e a trasformarsi. L’appuntamento, stabilmente inserito nel calendario delle Celebrazioni agatine e proposto fuori abbonamento, è fissato per domenica 1 febbraio alle ore 20:30. Attraverso il linguaggio della creazione musicale contemporanea, il concerto intreccia memoria e presente, solennità liturgica e tensione espressiva, restituendo alle note il compito di dare voce a un sentimento collettivo che attraversa i secoli. Sono compositori di chiara fama a firmare i tre brani in programma, due dei quali sono stati commissionati dall’ente lirico etneo: in prima mondiale “Festa ranni” di Luciano Maria Serra, su testo di Lina Maria Ugolini, e “Le ragioni degli angeli” di Emanuele Casale. A questi si aggiunge “Aurora, Martirio e Gloria di Sant’Agata” di Antonio Macrì, pure in prima esecuzione. Di alto livello il cast che vede sul podio Giulio Prandi, voci soliste il soprano Francesca Tiburzi e il mezzosoprano Alessandra Della Croce. In primo piano i complessi artistici dell’ente, Orchestra e Coro, quest’ultimo istruito da Luigi Petrozziello. Per favorire una più ampia partecipazione popolare, è previsto il posto unico a euro 5. Una misura inclusiva e premiante nei confronti del pubblico che continua a seguire con numeri da record. E generale è la soddisfazione per l’avvio estremamente positivo della stagione concertistica e di quella lirica, che hanno fatto registrare ripetuti e costanti sold out. Sulla scia di tale successo, dal 3 al 12 febbraio sarà riaperta la campagna abbonamenti alla Stagione di Opere e Balletti, ricca di titoli e protagonisti. Altrettanto rilevante l’ampia offerta concertistica, all’interno della quale si consolida anche l’attenzione alle Celebrazioni predisposte per la Patrona.
Enrico Trantino, presidente dell’ente lirico etneo, afferma: «Il Concerto in onore di Sant’Agata al Massimo Bellini rinnova il significato di una millenaria tradizione spirituale che unisce fede, identità civica e memoria condivisa. Catania ritrova nella musica la propria storia e guarda al futuro custodendo le radici. Un grazie al Teatro e agli artisti per un omaggio che appartiene a tutta la comunità». Il programma propone composizioni che, pur nella diversità dei linguaggi, condividono una medesima tensione espressiva: raccontare la Santuzza attraverso la fede, la memoria e l’esperienza sensoriale collettiva, intrecciando dimensione sacra, popolare e sinfonica. «Anche quest’anno – evidenzia il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano – il Teatro Massimo Bellini rinnova il proprio impegno nella valorizzazione di nuove pagine musicali dedicate al culto della Protomartire etnea, nel solco di una tradizione che affonda le radici nella ricostruzione barocca della città e che continua a rinnovarsi attraverso il linguaggio della contemporaneità. Il Concerto in onore di Sant’Agata non è soltanto un evento musicale, ma un momento identitario, in cui la comunità si riconosce e si ritrova». «Prosegue così – aggiunge – una linea artistica che negli ultimi anni ha visto il Massimo catanese promuovere e accogliere composizioni originali di autori profondamente legati al territorio e, al contempo, capaci di parlare un linguaggio universale. Un patrimonio che si arricchisce e si rinnova, mantenendo vivo il dialogo tra memoria storica, spiritualità e ricerca musicale».

Antonio Macrì
Si apre con “Martirio e Gloria di Sant’Agata”, musica e testo di Antonio Macrì, flusso sinfonico per soprano, mezzosoprano, coro e orchestra. Il brano si articola in tre quadri tematici – L’Aurora, Il Martirio, La Gloria – che ripercorrono simbolicamente le tappe della vicenda agatina. Spiega l’autore: «L’introduzione vuol descrivere appunto ‘L’Aurora’, il soave risveglio della Città e l’aria di festa che culminerà col suono delle campane e l’uscita della Santa. Nel secondo tema, si cerca di raccontare e descrivere la persecuzione e il ‘Martirio’, in tonalità minore e andamento drammatico, interpretata dal Soprano e intermezzata dal Coro che rappresenta il Popolo. Il finale rappresenta ‘La Gloria’ nei Cieli, in tono maggiore e culmina, con un continuo crescendo corale e orchestrale». Seguirà “Festa Ranni” di Luciano Maria Serra, su testo di Lina Maria Ugolini. Osserva il compositore: «È un flusso sinfonico nel quale la musica scorre ininterrotta. È un flusso da cui emergono isole sonore di intensa partecipazione emotiva: momenti nei quali le voci soliste, il coro, l’orchestra, si immergono nella devozione per la Santa Patrona Catanese. La musica è al servizio di un testo in lingua siciliana, incentrato sulle percezioni sensoriali ed emotive della festa e della città che l’accoglie, lungo un percorso che ne racchiude l’anima popolare, viscerale, anche nei colori dell’orchestra. Le forme interne guardano alla musica popolare e all’Opera di matrice belliniana; tutti elementi che costituiscono la mia cifra stilistica». E Lina Maria Ugolini aggiunge: «La festa di S. Agata è una Festa Ranni, una festa che s’arricria e arricria i catanesi devoti e tutti coloro che vi partecipano. È una festa che allerta e sollecita ogni senso: dall’olfatto, all’udito, dal gusto, al tatto, alla vista. Arricriarsi nella lingua madre siciliana è parola piena… Queste poesie e questa musica cantano nel corporeo anche la Speranza, un bisogno sotteso, un anelito necessario al motore della vita e dell’essere uomini. Una Speranza grande ca ranni s’arricria, una Luce che passa da mano a mano e si rinnova come si rinnovano ogni anno nei primi giorni di febbraio, i suoni, le voci, i colori, gli odori di un giubilo collettivo passato, presente e futuro».
Conclude la serata “Le ragioni degli Angeli” di Emanuele Casale, per soprano, mezzosoprano, coro e orchestra. Sintetizza lo stesso compositore: «La partitura presenta un’articolazione in sette brani. Ciascuno di essi esplora motivazioni e stati interiori che stanno alla base delle vite degli ‘Angeli’, intesi quali persone pure di cuore, tra cui Agata: l’umiltà che si eleva al di sopra del male (Elevatio); il diffondere la pace contro il disordine (Ex Ordine ad Chaos); la ricerca del silenzio della preghiera (Ex Silentio ad Lucem); la resistenza al male (Martyrium Ridens); farsi ricordare (Elevatio Secunda); l’essere esempio per le moltitudini (Oceanus Populi); la festa, cioè l’atto di animare il mondo (Festum)».
Ancora una volta, il Concerto in onore di Sant’Agata si configura momento di alto valore culturale e civile, in cui la musica diventa strumento di memoria, fede e partecipazione collettiva. Un omaggio sentito alla Patrona di Catania e, insieme, un segno tangibile dell’impegno del Teatro Massimo Bellini nel custodire e rinnovare il patrimonio spirituale e artistico della città.