L'intervista
Levante: "La mia Sicilia spaccata tra etica e omertà mafiosa"
La cantante debutta come attrice nella miniserie tv “L’Invisibile”, su Rai1 il 3 e 4 febbraio che racconta la cattura di Messina Denaro
L’abbiamo amata dal 2013 con “Alfonso” e il suo “Che vita di m…” (“se parte il trenino mi butto al binario”). Poi, per aver avuto il coraggio di parlare della sua depressione post partum, così comune e incompresa, quando si dovrebbe essere felici e invece ci si sente tristi, sotto pressione e quindi in colpa. E l’amiamo adesso che ha scelto di debuttare come attrice in una storia forte, la miniserie di Pietro Valsecchi che racconta i 90 giorni che precedono la cattura di Matteo Messina Denaro, “L’Invisibile”, martedì e mercoledì su Rai1, regia di Michele Soavi. Bella e tosta, impegnata su temi sociali e diritti, icona di stile, Levante, Claudia Lagona da Palagonia, cresciuta a Torino, interpreta il ruolo di Maria Gambera, la moglie del colonnello dei Ros alla guida della squadra che cattura il boss latitante. Dal 24 febbraio sarà in gara a Sanremo, per la terza volta, con una ballata, “Sei tu”.
Chi è la sua Maria Gambera?
«E’ la parte emotiva del colonnello, la sua connessione con gli affetti e la vita reale. Ho il duro ruolo di sbattergli in faccia quello che accade in casa. Spiegare ai bambini il lavoro del padre è difficile, abbiamo libertà limitate. Questi uomini, queste donne, impegnati nella caccia al boss svolgono un lavoro delicato, pericoloso, quando tornano nel loro nido non possono raccontare, non possono coinvolgere gli affetti, è un rischio per tutti. Questo crea continue tensioni, la famiglia paga le scelte».
Anche il suo personaggio deve subire questa situazione.
«Maria è una donna molto muscolare, molto forte, che tiene le redini della famiglia. E’ una versione femminile del colonnello. Per quanto rimanga nell’ombra, c’è sempre questa presenza sfocata alle spalle di Gambera, lei sta cercando di fare andare le cose per bene. La serie è ispirata a una storia vera, niente è stato romanzato».

Il suo nuovo disco si intitola “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”, il suo personaggio pensa mai di mollare tutto?
«Lei è fortissima anche dal punto di vista dei suoi sentimenti, rimane salda anche se ogni tanto ci sono dubbi, oscillazioni, ma sceglie di restare. Quando ho letto il copione, mi sono trovata a giudicare un po’ questa scelta, forse non l’avrei fatta. Però sul set sono lei, e mettersi nei panni dell’altro significa anche togliersi i propri e chiedersi cosa farebbe Maria che è innamorata, ha costruito una famiglia, ha due figli. E fa la cosa giusta per lei».
Qual è la qualità che lei preferisce in un uomo?
«Il cervello, un uomo mi fa innamorare per le conoscenze, le sue passioni, il modo in cui affronta la vita. La “testa” mi fa innamorare. Poi sono stata fortunata, perché il mio uomo è meraviglioso, bellissimo».
Com’è stato il debutto sul set?
«E' un palcoscenico differente, un’altra cosa rispetto al mondo istrionico che io abito, è stata una scuola gigantesca».

Ha iniziato con una storia che è ancora viva sulla pelle dei siciliani.
«E’ stato Valsecchi a pensare a me per questo ruolo e il fatto che il tema fosse così importante, anche in quanto siciliana, mi ha fatto dire di sì molto più volentieri. Parlare della cattura di Messina Messina Denaro significa toccare una ferita della nostra terra, la mafia è una ferita gigantesca. Dovevamo girare nel Trapanese, ma ci hanno fatto capire che non era una buona idea, come a dire: “A casa di Messina Denaro non si entra”. Il set è stato spostato nel Palermitano».
Tornerebbe di nuovo a recitare?
«Se si tratta di fare qualcosa di bello o di importante come questa miniserie direi di sì».
Cosa ha in programma?
«Ho finito il disco e a breve, dopo il tour, che partirà il 29 aprile, mi dedicherò alla scrittura di un nuovo romanzo. Senza il palco sto male, posso soffrire, ma senza la penna posso morire».
C’è una parola che la rappresenta in questo momento?
«Quella che mi torna più in mente e che potrebbe descrivere il momento che sto vivendo è consapevolezza. Anche a Sanremo torno con più consapevolezza, nelle due volte precedenti sono andata sul palco con due brani molto "muscolari", adesso mi presento con una nuova veste più delicata, in punta di piedi».
La Sicilia è stata flagellata dal maltempo, il ciclone ha lasciato danni enormi e qualche polemica. C’è ancora una “questione meridionale”?
«C’è il pregiudizio. Purtroppo anche per questioni che riguardano probabilmente la mafia è come se noi non avessimo credibilità, tutte le volte che la Sicilia, o il Sud in generale, alza la mano è come se a sua volta si alzasse un muro di diffidenza. Invece i danni sono gravi. La Sicilia, che già ha i suoi problemi, con questo evento ha avuto danni enormi. C’è una crisi climatica, perché un ciclone così non era mai capitato. Ho visto immagini di una frana sulla linea ferroviaria e sappiamo quanto le comunicazioni in Sicilia siano sempre un po’ faticose. Tanti uomini e donne di buona volontà si sono già mobilitati, ma bisogna proprio trattare il tema con la serietà e la dignità che qualsiasi territorio si merita».

Dalla serie “L’Invisibile” che ritratto della Sicilia viene fuori?
«È una Sicilia spaccata: da un lato c’è questa etica, questa morale, questa ricerca trentennale del latitante Matteo Messina Denaro, lo Stato che vince una battaglia. Poi ti domandi perché lui per trent’anni sia riuscito a fuggire. Trent’anni sono tanti. C’è una parte omertosa che lo ha protetto, lo ha coperto, si è sentita partecipe di questo progetto mafioso. E’ triste dirlo ma è una Sicilia spaccata. È doloroso dover dire 30 anni. Significa che intorno a lui c’era un sistema corrotto e mafioso potentissimo che gli assicurava la fuga, la libertà. Quando è stato preso, era sorpreso. Chiedeva chi fosse stato a tradirlo, non riusciva a credere che l’avessero scoperto. Secondo questa rete di supporto, di protezione, mai avrebbe dovuto subire una cosa del genere».
Il suo rapporto con la Sicilia?
«Ho un compagno palermitano quindi torno spesso nella parte occidentale dell’Isola. Mi manca tanto casa mia, mi manca l’Oriente, il sud est. Da quando non c’è più mia nonna vengo molto meno. Piano piano gli affetti, gli amori grandi se ne vanno, casa mia si svuota ed è sempre un po’ doloroso tornare nelle case vuote».
Cos’è la Sicilia per lei?
«È la mia casa, la mia carta d’identità, il mio dna. È proprio un modo di riconnettermi con una bambina che è stata felice ma anche tanto triste lì, però è la mia storia. Ecco, la Sicilia è la mia storia».

LA BIOGRAFIA
Nata a Caltagirone, Claudia Lagona - Levante a 14 anni, dopo la perdita del padre, si è trasferita a Torino con la madre, le sorelle, il fratello. Cantante e scrittrice, nel 2013 esplode con “Alfonso”, pubblica il suo primo album "Manuale distruzione" (2014) che l'ha lanciata nel panorama indipendente italiano. Riceve una candidatura agli Mtv Europe Music Awards di Glasgow come Best Italian Act e arriva alle finali del Premio Tenco per il suo album d'esordio. Sono seguiti gli album "Abbi cura di te" - pure candidato al Tenco - (2015), "Nel caos di stanze stupefacenti" (2017), anticipato dal singolo, disco d'oro, "Non me frega niente" e "Magmamemoria" (2019), dove c'è un brano cantato con Carmen Consoli, scritto insieme a DiMartino e Colapesce, dedicato "alla sua amata terra", "Lo stretto necessario", con le sue "vacanze al Lido Jolly". Partecipa più volte ai concerti del Primo maggio. Ha scritto molti brani per altri artisti, compreso Morandi, per cui firma "Mediterraneo".
Nel 2017 è giudice a X Factor. Nel 2020 è a Sanremo con “Tikibombom”, poi nel 2023 con “Vivo”, anno in cui esce il disco "Opera futura". Al Festival quest'anno porterà il brano “Sei tu” che farà parte dell'album "Dell'amore il fallimento e altri passi di danza". Partirà poi una tournée nei club da aprile a maggio. In passato è stata sposata con Simone Gogo, Simone Cogo, disc jockey e polistrumentista, ed è stata legata al cantautore Diodato. Il suo compagno è l'avvocato siciliano Pietro Plaumbo von il quale ha una bimba, Alma Futura, nata nel 2022.
Ha scritto quattro libri per Rizzoli, "Se non ti vedo non esisti", "Questa è l'ultima volta che ti dimentico", "E questo cuore non mente", "Opera quotidiana". Ha firmato la colonna sonora del film "Romantiche" di Pilar Fogliati.
Levante debutta come attrice il 3 e il 4 febbraio su Rai1 in prima serata la miniserie “L’Invibile”, regia di Michele Soavi, con Lino Guanciale nel ruolo del colonnello dei Ros Lucio Gambera (Lucio Arcidiacono nella realtà), Levante, Ninni Bruschetta, che è Messina Denaro, Leo Gassman, Massimo De Lorenzo, Giacomo Stallone, Roberto Scorza, Noemi Brando, Paolo Briguglia, Bernardo Casertano.
