Società
"Ed è subito sera...": il museo casa natale del Nobel Quasimodo compie trent'anni dall'inaugurazione
In via Posterla a Modica un tuffo nel passato. Ecco a chi venne l'intuizione di creare un percorso ancora oggi molto apprezzato
L'interno di Casa Quasimodo
Museo “Casa Natale Salvatore Quasimodo”, la salita lungo la scalinata di via Castello conserva intatta l’emozione del primo incontro. La torre del Castello, con l’orologio che domina via Posterla, può distogliere per un istante lo sguardo del visitatore; poi la lapide con i versi di “Ed è subito sera” lo rapisce e, inesorabile, invita ad abbandonarsi al canto delle sirene.
La cooperativa Etnos esordì nel turismo modicano nel 1996, promuovendo un progetto pionieristico: l’apertura al pubblico della dimora natale del Premio Nobel Salvatore Quasimodo. Sotto la guida del presidente di allora, Walter Buscema, si raccolse un gruppo di giovani sognatori – per lo più donne e studentesse universitarie – convinti delle potenzialità turistiche della città.
Fu coinvolto Alessandro Quasimodo, il figlio dal tratto malinconico del poeta, che, pur di perpetuarne la memoria, partecipò sino agli ultimi anni a conferenze ed eventi, difendendo la casa di nascita dalle polemiche, talvolta pretestuose, sul luogo esatto del parto: c’è chi lo colloca alla stazione ferroviaria o all’ufficio postale.
Casa Quasimodo continua a essere un racconto di epoche trascorse, popolato da protagonisti memorabili: Duccio Belgiorno che, nel 1960, appena ventenne, ebbe il privilegio di accompagnare Salvatore Quasimodo in visita alla casa natale e, per l’emozione, strusciò l’intera fiancata dell’auto in via Lanteri; la signora Gilestro, proprietaria dell’immobile, che attendeva ogni pomeriggio le ragazze di Etnos con una tazza di caffè fumante e un succo di frutta, vegliando perché nessuno le importunasse; e quella generazione oggi cinquantenne che, incredula, vedeva i visitatori trattenere le lacrime.
Tra un esame universitario e l’altro, quei giovani trascorrevano i pomeriggi a leggere i libri del poeta, magari mandando a memoria frasi con cui Quasimodo conquistava il mondo: “Noi dobbiamo molto amare… questa è la sola forza che permette di vivere ai poeti”. Sono gli stessi che ancora oggi si battono perché il museo resti fruibile, malgrado sorti sempre incerte.
La ricorrenza odierna non celebra soltanto il trentennale della “Casa Natale”, ma anche i presidenti che, nel tempo, hanno guidato ETNOS: Walter Buscema, Ernesto Ruta, Nadia Tuè, Viviana Pitino; e l’attuale presidente dell’Associazione Proserpina, Marinella Ruffino, ente gestore del sito museale.
È un omaggio a tutti quei giovani sognatori che hanno immaginato di cambiare la città attraverso la forza della poesia, compresi coloro che non sono più tra noi – come Cettina Scivoletto – e che, nonostante tutto, meritano un plauso. “Buon compleanno, ragazzi. Buon compleanno, Casa Quasimodo.”inagu