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tra cinema e musica

I Tiromancino fuori con il nuovo album "Quando meno me lo aspetto"

Federico Zampaglione: «Dopo aver rischiato di morire ho messo in quest'album tutto ciò che amo. E sto finendo il mio sesto film»

11 Febbraio 2026, 21:00

I Tiromancino fuori oggi con il nuovo album "Quando meno me lo aspetto"

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Nel nuovo album, Quando meno me lo aspetto (EMI Records Italy/Universal Music Italia), fuori da oggi su tutte le piattaforme e in formato fisico, i Tiromancino riconfermano l’intensità artistica che da un quarto di secolo li contraddistingue. La voce delicata di Federico Zampaglione, frontman del gruppo romano, incide le nuove 11 tracce di un disco che unisce profondità testuale e incursioni in diversi generi musicali: dal blues al rock, dal country all’elettronica e al reggae.

Com'è nato l'album?

«È arrivato con calma e senza preavviso. Dopo quello che mi è successo due anni fa, quando ho davvero visto la morte - racconta Zampaglione alludendo alle complicazioni sorte dopo un intervento di colecisti - sono cambiate delle cose sostanziali dentro di me. Ti senti grato perché ci sei, e basta. La Emi mi fa poi lavorare tranquillamente, sostiene questi dischi e queste canzoni che faccio. Abbiamo registrato quindi in totale libertà, senza fretta né pressioni. Ci ho messo dentro tutta la musica che amo senza lasciare fuori nulla. Se la gente poi lo apprezzerà, o se lo compreranno, questo non lo so, non è neanche un periodo facile. Ma sono contento di averlo fatto, di andarlo a suonare e di condividerlo. Mi piace parlarne perché è un disco che amo».

Uno dei brani presenti nell’album (la cui uscita è stata anticipata dai singoli Gennaio 2016 e Sto da Dio) avrebbe potuto anche essere proposto per Sanremo 2026.

«Da dodici anni, verso l’inizio dell'estate, io dico sempre: quest’anno bisogna fare Sanremo. Ma poi arriva l’autunno e vado in paranoia. La mia parte emotiva mi mette a disagio. Ci sono stato tre volte, una nel 2000, poi nel 2008, che fu catastrofico e andò male, e mia madre mi disse di fargli una promessa: quella di non andarci più. Poi mia madre è venuta a mancare qualche anno dopo e io ho avuto sempre questa cosa: emotivamente subisco quel palco. Mi mette molta agitazione. L’altr’anno sono tornato con Willy Peyote, ma da ospite l’ho vissuto diversamente».

Il 10 aprile i Tiromancino partiranno per il tour nei teatri, che comincerà all’Auditorium Parco della Musica di Roma e che in Sicilia farà tappa al Metropolitan di Catania (15 maggio) e al Golden di Palermo (16 maggio). La scaletta comprenderà i brani più amati del gruppo e circa 8 del nuovo album.

La musica sarà protagonista anche del prossimo film di Zampaglione girato a fine 2025 e con uscita prevista quest’anno, dal titolo The Nameless Ballad un horror sul lato oscuro del mondo musicale. Ai giornalisti, il regista romano, affermato da diversi anni, ha parlato infatti anche di cinema.

 «La musica in qualche modo la puoi fare in maniera anche isolata, quello del regista è invece un lavoro in cui devi fare una selezioni di luoghi e altro, e allora esce fuori una parte di me meticolosa. È un lavoro più stratificato. Alcuni pezzi di questo disco, come Gennaio 2016, li ho scritti in cinque minuti. Poi l’abbiamo rivista, certo, ma nel cinema in cinque minuti puoi scrivere forse un soggetto. Il cinema non è rilassante come la musica. Adesso esce The Nameless Ballad. Lo sto finendo, è il mio sesto film, girato a fine anno. E devo farne altri due film. In questo film c’è dentro un po’ anche la musica, le difficoltà che si hanno per gestire il successo. Ho unito un po’ i due mondi».