Cerimonia d'apertura
Olimpiadi, in tv una notte da record: Rai1 stravince con oltre 9 milioni di spettatori
Un’apertura che ha magnetizzato il Paese: lo show di San Siro ha piegato la concorrenza. Tutti i numeri, i confronti storici, i perché del successo e cosa aspettarsi nelle prossime serate
C’erano le luci di San Siro che disegnavano un mosaico tricolore, la fiamma che saliva verso il cielo d’inverno e un tram d’epoca che riportava in scena la memoria di Milano. E c’era un dato che, più di ogni effetto speciale, racconta il sentimento collettivo di una nazione: 9.272.000 telespettatori, pari al 46,2% di share, sintonizzati su Rai1 per la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 nella serata di venerdì 6 febbraio 2026 (fascia 20:02–23:30). Un risultato che non lascia scampo alla concorrenza e che segna l’avvio, in chiaro e in grande stile, del racconto televisivo dei Giochi in Italia. A rispettosa distanza, Canale 5 con la serie turca “Io Sono Farah” si ferma a 1.873.000 spettatori (12%), mentre su Rete4 “Quarto Grado” totalizza 1.081.000 contatti (8,1%). Dati ufficiali Auditel che fotografano una serata a senso unico, trainata dall’evento per definizione.
Il dato che fa la differenza: 9,27 milioni e il 46,2% di share
Il numero che domina la scena è quel 46,2%: significa che quasi un televisore su due acceso in prima serata era sintonizzato sui Giochi. In valori assoluti, 9.272.000 persone per oltre tre ore di diretta su Rai1. La finestra temporale – dalle 20:02 alle 23:30 – conferma la tenuta lungo l’intero racconto, tra sfilata delle delegazioni, quadri di spettacolo e l’accensione dei bracieri. L’evento si è imposto non soltanto come programma più visto della giornata, ma come uno dei picchi stagionali dell’intera tv generalista. Per la cronaca, la media pubblicata dai siti specializzati e dalle principali testate è coerente e allineata, a riprova dell’affidabilità del rilevamento.
La cornice narrativa: San Siro, la regia di Balich e il racconto dell’Italia
Il colpo d’occhio dello stadio è stato firmato dal direttore creativo Marco Balich, veterano delle grandi cerimonie olimpiche, che ha orchestrato una drammaturgia pensata per la platea globale e, allo stesso tempo, cucita sull’immaginario italiano. Tra i momenti che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico tv, le immagini del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tram simbolo di Milano, e il gran finale con i bracieri accesi da tre icone dello sport azzurro: Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Sofia Goggia. Scelte narrative che hanno spinto l’engagement emotivo e aiutato la tenuta dell’ascolto nel corso della diretta.
L’access prima del grande show: l’effetto “vigilia”
Interessante anche ciò che accade prima della cerimonia. In access prime time, assente “Affari Tuoi” per lasciare spazio all’evento, a spuntarla è Canale 5 con “La Ruota della Fortuna” a 4.384.000 spettatori e 19,9% di share. A seguire, Un Posto al Sole su Rai3 con 1.253.000 e 5,6%, Otto e Mezzo su La7 con 1.003.000 e 4,5%, mentre “N.C.I.S. – Unità Anticrimine” su Italia 1 tocca 728.000 (3,3%), come “Il Cavallo e la Torre” (705.000, 3,3%) e “4 di Sera” su Rete4 (719.000, 3,3%). È la fotografia di una fascia che, pur competitiva, ha vissuto l’effetto “vigilia” dell’evento, con il pubblico pronto a convergere su Rai1 allo scoccare delle 20:02.
Il confronto che conta: Torino 2006 come riferimento storico
Il paragone più immediato è con Torino 2006, l’ultima Olimpiade invernale ospitata dall’Italia. Allora, la cerimonia d’apertura – trasmessa su Rai2 – raggiunse oltre 10.700.000 spettatori con il 37,7% di share. Milano-Cortina 2026 si ferma a 9,27 milioni, ma “guadagna” in share (46,2%), segno di un panorama televisivo trasformato: minor platea complessiva in valori assoluti (per frammentazione e consumo on demand), ma maggiore concentrazione sull’evento live di servizio pubblico. Un dato che torna utile per leggere le dinamiche contemporanee: meno televisori accesi, ma più attenzione polarizzata quando in campo c’è un racconto nazionale.
Perché ha funzionato: servizio pubblico, identità e spettacolo
L’elemento “servizio pubblico”: la disponibilità dell’evento in chiaro su Rai1, con copertura estesa e una narrazione fortemente identitaria, valorizza il ruolo della televisione generalista come luogo di comunità.
La “firma” autoriale: la mano di Marco Balich, già protagonista di altre cerimonie olimpiche, ha costruito un linguaggio visivo internazionale ma accessibile, con innesti simbolici italiani, da Milano a Cortina d’Ampezzo.
Il racconto degli eroi nazionali: la presenza di campioni come Tomba, Compagnoni e Goggia tocca corde emotive trasversali, ampliando la base di pubblico oltre gli appassionati di sport invernali.
Il quadro dei diritti: come e perché i Giochi sono tornati in chiaro
Dal 2026 la copertura olimpica europea è regolata dall’accordo congiunto tra European Broadcasting Union (EBU) e Warner Bros. Discovery. Questo schema assicura ai broadcaster pubblici – Rai inclusa – la trasmissione in chiaro di una quota significativa dei Giochi: almeno 100 ore per le edizioni invernali, con un dispositivo editoriale multipiattaforma (tv, radio, streaming e social). In parallelo, WBD mantiene l’offerta integrale sulle proprie piattaforme. È all’interno di questo quadro che si inserisce la serata record di Rai1 per la cerimonia d’apertura di Milano-Cortina 2026.
Lettura economica e di mercato: cosa significa un 46,2% oggi
Un 46,2% in prima serata significa una pressione pubblicitaria e promozionale difficile da replicare in altri contesti, specie per un evento “live” capace di trattenere il pubblico per più di tre ore. In un ecosistema dove lo streaming on demand frammenta la fruizione, i grandi eventi lineari rimangono “ancore” di pianificazione per gli investitori, e la tv generalista torna centrale quando l’offerta è irripetibile e identitaria. Per Rai, si tratta di un valore editoriale e istituzionale, oltre che commerciale: accompagnare i Giochi di casa rafforza missione e brand, spingendo anche i contenuti diurni e pomeridiani legati alle competizioni.
L’effetto trascinamento sulle altre fasce
Sarà interessante osservare, nei prossimi giorni, l’andamento delle fasce daytime e late night di Rai durante le gare, con finestre live da Milano e Cortina d’Ampezzo e l’inevitabile sinergia con i notiziari. Tendenzialmente, quando l’evento polarizza la sera, beneficia anche il traino delle edizioni straordinarie e degli spazi di approfondimento. Già la serata della cerimonia, con l’access segnato dall’assenza di “Affari Tuoi”, suggerisce una rimodulazione della concorrenza: Mediaset ha presidiato l’avvio serata con un brand forte come “La Ruota della Fortuna”, ottenendo 4,38 milioni e 19,9%; ma la curva degli ascolti si è poi inevitabilmente spostata sul racconto olimpico in prime time.
La regia internazionale e l’esperienza multipiattaforma
Parallelamente alla diffusione in chiaro, l’ecosistema europeo ha visto la spinta delle piattaforme di Warner Bros. Discovery, con studi dedicati e workflow tecnologici pensati per la fruizione digitale, dalle “gold medal alerts” alla personalizzazione delle telecronache. Un’infrastruttura che racconta come i Giochi vivano, sempre più, su schermi e linguaggi plurali, con la tv generalista che rimane però il “fuoco di bivacco” capace di unire la visione domestica. In Italia, la centralità di Rai in chiaro si è vista proprio nella serata della cerimonia.
Il valore simbolico: quando la tv fa comunità
Oltre i numeri, resta il valore simbolico di una serata-paese. L’Italia che ospita i Giochi invernali si riconosce in un racconto che intreccia sport, memoria e visioni. E la tv – soprattutto quando “pubblica” – torna ad essere un luogo di comunità. La scena del tram, le atlete e gli atleti che hanno scritto pagine epiche, l’architettura di San Siro riplasmata in palcoscenico: sono immagini che, il giorno dopo, rimbalzano nelle conversazioni, nelle scuole, sui social, negli uffici. La metrica di Auditel le misura in milioni e in percentuali; ma dietro quei numeri c’è il battito sincronizzato di una platea che ha scelto di esserci, allo stesso momento, nello stesso luogo.
Cosa aspettarsi adesso: gli scenari per le prossime serate
Se le medaglie azzurre arriveranno presto, l’effetto-volano sugli ascolti delle gare di punta sarà immediato.
Le serate senza concorrenza diretta di altri eventi “premium” dovrebbero consolidare quote sopra la media stagionale di Rai1, con ripercussioni positive su Rai2 e Rai3 nelle fasce news e approfondimento.
I network concorrenti tenderanno a presidiare generi “rifugio” (crime, talk, serial consolidati) evitando il confronto frontale con i picchi olimpici, soprattutto nelle giornate chiave del calendario gare.
La cerimonia d’apertura di Milano-Cortina 2026 consegna alla televisione italiana una delle serate più identitarie dell’anno: Rai1 catalizza 9,27 milioni di persone con il 46,2%, in un panorama che – rispetto a Torino 2006 – ha perso platea complessiva ma ha guadagnato capacità di concentrazione sull’evento live. È il ritratto di una tv che, quando ha in mano il racconto “giusto”, torna ad essere insostituibile. E il bello – quello vero, fatto di discese, salti, piste e cronometri – comincia adesso.